Un Sorrento da battaglia esce indenne dal Mazzella

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Sorrento_lameziaE’ uno zero a zero che sa di rammarico per i tifosi il pareggio maturato al Mazzella.
Azioni a gogo, parate spettacolari, ammonizioni ed espulsioni come si addice ad un derby. Il Sorrento dimostra di crescere, diventare maturo, tenere botta nei momenti difficili e pungere quando l’avversario mostra il fianco nella seconda parte di gara.
I primi 45 minuti di gioco sono un calvario senza fine per li dici di Chiappino. Non si riesce ad uscire palla al piede come consuetudine, non si gestiscono i ritmi e di mettere il naso nei 50 metri difesi da Mennella e compagni.
Campilongo sorprende. Niente 4-3-3, ma un dinamico 4-2-3-1 con Cunzi ad infiltrarsi tra le linee e costringere la difesa a giocare sempre uno contro uno.
Che la giornata non sia di quelle tranquille Miranda lo capisce al terzo. Schetter si presenta tutto solo e il portieri e di colore ci mette una pezza.
Passato lo spavento i rossoneri non si rianno. Il Sorrento sembra un pugile suonato al primo gong. Arranca, va in difficoltà, ma tiene botta.
L’assedio degli isolani continua.
Le azioni i giallo blu le creano e le dilapidano come i chi ci d’uva. Al termine di 45 minuti sono ben nove le chance per i padroni di casa.
Le assenze pesano. Polizzi e solo in panca. Coulibaly e Imparato in difesa, Danucci e Lalli a centrocampo a cui si sommano Musetti e Parodi in attacco. Un’intera panchina che pesa sulle scelte del trainer ligure.
Margarita in cabina di regia stenta. Meglio in chiusura che in impostazione. Preso d’infilata da Cunzi stantuffa, ma soffre. Lo specchio fedele e’ l’incapacità assoluta dell’undici rossonero di rendersi pericoloso.
La sveglia Chiappino la suona negli spogliatoi. Fuori Chinellato, dentro Improta. Il Sorrento cambia e l’Ischia sbanda.
Dopo un molle colpo di testa di Longo nelle braccia di Miranda. La macchina perfetta di Campilongo buca, si accosta e viene superata in velocità dai costieri.
Improta al ventesimo suona la carica, destro che Mennella blocca. E’ il primo acuto che fa cadere le certezze degli isolani e rianima un Sorrento, mai domo.
Maiorino “settebellezze” si sveglia dal torpore di una gara anonima e mette a ferro e fuoco il povero Finizio. Doppio dribbling e tiro, l’ex Mennella si rifugia in angolo.
Il campanello d’allarme per la retroguardia di casa si trasforma in campana quando Catania tutto solo sul secondo palo di testa manda la sfera ad un urlo dal goal.Pallone sul fondo e disperazione per l’esterno costiero.
L’andamento della gara cambia. Il Sorrento gioca, e’ vivo. Battaglia sulle seconde pallet on convinzione e innesca Improta. L’Ischia si incarta nella tattica del lancio lungo. Le qualità di Di Nardo e Cunzi vanno a farsi benedire e la retroguardia costiera balla di meno.
La posta in palio dei tre punti pesa. Il pallone si trasforma in un macigno.
Quando a cinque dalla fine Catania prova a spazzare dai 30 metri e Miranda blocca. Punzione a due in area tra le proteste. Mattera calcia forte, la barriera non si apre e mura.
Il pericolo e in soffitta. Sfangata? Forse. Quando c’è da battagliare i costieri dimostrano di riporre il fioretto e armarsi di clava. La mediana diventa una giostra medioevale. Nessuno molla la presa e Catania ne fa le spese venendo espulso da Pilliteri.
Nei tre di recupero i giallo blu ci provano sempre, lanciano lungo, ma il muro di gomma costiero fa rimbalzare ogni palla rispedendola al mittente.
Si cala il sipario dopo 5 minuti di recupero.
Chiappino e i suoi sanno che ripartire da questo punto, conquistato con le unghie e con i denti, deve essere l’iniezione di fiducia giusta per il futuro.

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