Sorrento, Benci 2.0: “Il momento no è alle spalle, adesso sono più forte di prima”

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Rocco Benci (foto Criscuolo)Il suo inizio è stato tremendo perché tempestato di errori grossolani che, di fatto, sono costati punti preziosi al Sorrento: il rigore e il calcio di punizione con annesso rosso da cui sono scaturiti due dei tre gol con cui la Vigor Lamezia ha sbancato lo stadio “Italia” alla prima di campionato, la massima punizione concessa al “San Vito” di Cosenza, fortunatamente respinta da Polizzi, e quella del momentaneo 1-1 nell’incontro casalingo con il Poggibonsi, per un fallo di mano in area simile a quello che aveva spianato la strada ai lametini all’esordio.

Un filotto di episodi negativi che aveva creato malumore e diffidenza dei tifosi nei confronti del “reo”,  Rocco Benci, difensore classe 1990 proveniente dal Melfi che affianca il più esperto Villagatti nella zona centrale della difesa di Luca Chiappino. Dubbi e paure che sono stati scacciati via da una prestazione monstre contro la Casertana (che fa seguito a quella altrettanto positiva, peraltro da terzino destro, al “Bisceglia” di Aversa), in cui, nonostante la sconfitta, è stato eletto a furor di popolo migliore in campo: “Non è cambiato assolutamente nulla – si affretta a precisare lo stopper calabrese. – Le mie prestazioni sono state sempre su buoni livelli, l’unico problema è stato che ho avuto degli episodi completamente sfavorevoli. L’ho vissuto come un momento no, uno di quei classici periodi, che capitano nella carriera di un calciatore, in cui la ruota non gira. Ma adesso ne sono uscito. E più forte di prima”.

Il segreto di questa redenzione sta anche, e soprattutto, nella forza del gruppo. L’abbraccio di Maiorino subito dopo il gol del 2-1 al Poggibonsi e la pressione di Catania sull’allenatore per ritardare il suo avvicendamento con Coulibaly sono significativi di una coesione che va ben al di là di una semplice convivenza forzata: “Devo ringraziare i miei compagni e il mister, che hanno sempre creduto nelle mie potenzialità. Così come hanno aiutato me ad uscire fuori da quel momento negativo, sono sicuro che, io in primis, in futuro aiuteremo qualsiasi altro compagno si dovesse trovare ad attraversare un periodo sfavorevole come è successo a me”.

Al di là degli episodi sfavorevoli, ormai acqua passata, sulla titolarità di Benci si allunga l’ombra, ancora non definita, del nuovo difensore centrale che la società, su direttiva dell’allenatore, continua, a fatica, a cercare nel novero degli svincolati. La possibilità di un nuovo concorrente lì nel mezzo della difesa non spaventa il giovane difensore rossonero: “Chiunque arriverà sarà ben accetto, a patto che si metta a disposizione del gruppo e sia disposto ad aiutarlo in qualsiasi modalità, da titolare oppure da panchinaro, in quanto ognuno ha un ruolo ed è fondamentale. A me, comunque, la concorrenza non mi spaventa: il posto da titolare, già da ora, lo stiamo sudando tutti, nessuno escluso, in allenamento. Farlo con un compagno in più non è assolutamente un problema”.

Mercato a parte, la testa è rivolta alla sfida di domenica: alle porte c’è un altro derby, il terzo consecutivo, contro l’Ischia di Campilongo che, a dispetto delle attese di inizio stagione sta attraversando un periodo critico a causa dei pessimi risultati raccolti sul campo e, soprattutto, delle vicende legate alle dimissioni annunciate la settimana scorsa dal patron Raffaele Carlino. Benci, però, non si fida e tiene alta la guardia: “Le problematiche esterne allo spogliatoio dell’Ischia di certo domenica non avranno ripercussioni sulla loro prestazione: noi calciatori siamo abituati a lasciare i problemi, di qualsiasi natura essi siano, all’esterno del rettangolo di gioco. Quello che mi preoccupa è la loro rabbia: vorranno dimostrare alla loro dirigenza, attraverso la conquista dei tre punti, di essere vivi e di meritare una considerazione positiva”.

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