Sorrento, il tuo tifoso-modello viene da…Scafati

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Francesco Iezza, lo "Scafatese"

Francesco Iezza, lo “Scafatese”

 

Amare una squadra di calcio è come amare la propria donna: per essa si è disposti a fare di tutto. In alcuni casi, la scintilla non ha bisogno nemmeno di scoccare, perché l’infatuazione verso alcuni o altri colori è indotta al principio, e rafforzata, poi, nel tempo, da fattori esterni. In altri, invece, il processo è più lento: l’approccio, che spesso fa seguito ad una precedente delusione, è fondamentale ma molte volte traumatico perchè tende ad ostacolare quel sentimento che, in fondo, si è decisi già di fare proprio. La fase successiva è quella cruciale: l’amata va inseguita, coccolata e, solamente alla fine, fatta propria.

Questo secondo iter, tanto tortuoso quanto estenuante, l’ha percorso, in solitaria, quello che, dal nulla, è diventato uno dei più accaniti e leali sostenitori del Sorrento: Francesco Iezza, soprannominato “lo scafatese” per la  provenienza.

Dopo essere stato sedotto e abbandonato dalla squadra della sua città (quella Scafatese fallita e per anni al centro di una disputa sul titolo), si è innamorato dei colori rossoneri. Li ha cercati e inseguiti,  settimana dopo settimana, a bordo dei vagoni della Circumvesuviana sulla tratta Scafati – Sorrento, e ritorno. Li ha trovati e, adesso, non ha intenzione di mollarli più. Ha vinto le resistenze di una parte del tifo organizzato che, in prima battuta, l’aveva accolto come “pecora nera” e che, invece, successivamente, l’ha assunto a beniamino indiscusso.

Francesco con il vice-presidente Gaetano Mastellone

Francesco con il vice-presidente Gaetano Mastellone

Adesso, grazie anche alla sua infinità e genuina disponibilità, è diventato un esempio da seguire. Un modello di tifoso che fa da contraltare ai tanti, troppi, ex o sedicenti tali, che hanno amato o, spesso, fatto finta di amare la squadra che rappresenta l’intera penisola sorrentina.

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