QUI POGGIBONSI, mister Tosi avverte: “Sorrento superiore, ma il giudice è il campo”

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L'allenatore del Poggibonsi, Marco Tosi

L’allenatore del Poggibonsi, Marco Tosi

Quello di Sorrento, per il suo Poggibonsi, è un banco di prova importante. Mister Marco Tosi vuole saggiare i progressi della sua banda di ragazzini terribili soprattutto sotto il profilo dell’esperienza e della gestione del match: nonostante la stagione sia appena iniziata, per l’allenatore livornese sono infatti già troppi i punti persi per peccati di gioventù: “Domenica scorsa – analizza il tecnico giallorosso – contro il Teramo, una squadra esperta e di grande qualità, abbiamo subito una sconfitta immeritata: ai punti, infatti, avremmo meritato sicuramente la vittoria. Purtroppo ci siamo condannati da soli perché, in vantaggio di un uomo, abbiamo avuto diverse occasioni da gol che non siamo riusciti a sfruttare. In superiorità numerica, inoltre, ha pesato il fatto di essere giovani e di avere poca esperienza: abbiamo cercato di andare in vantaggio a tutti i costi e su un rigore non dato abbiamo perso lucidità, rimanendo per di più in dieci. L’assenza di Croce a centrocampo ci ha fatto perdere equilibrio e, mentre stavamo assestandoci, il Teramo ha trovato il vantaggio con un rigore dubbio. Nei minuti finali, poi, abbiamo cercato nuovamente il gol, ma una traversa e l’espulsione di Checchi ci hanno negato il pari”.

Non solo la gara con i teramani, ma anche quella d’esordio è stata gettata alle ortiche per errori imputabili alla poca esperienza nel calcio professionistico di buona parte della rosa: “In casa ancora non siamo riusciti a vincere perché non riusciamo a gestire la partita – giustifica Tosi. – Anche con la Casertana, infatti, abbiamo preso gol ad una decina di minuti dalla fine su palla inattiva. Insomma, paghiamo chiaramente l’euforia e l’inesperienza dei giovani che abbiamo”.

Nonostante qualche rammarico, il tecnico, che nella sua carriera è stato anche il secondo dell’allenatore dell’Inter, Walter Mazzarri, può dirsi comunque soddisfatto: i quattro punti raccolte nelle tre gare disputate proiettano, infatti, il Poggibonsi al di sopra della fatidica zona rossa, rappresentata dal nono posto: “Sono felice di quest’inizio di stagione – confessa il mister toscano. – I ragazzi mi stanno seguendo e si mostrano sempre disponibili. Siamo partiti con entusiasmo e con la consapevolezza di essere la squadra più giovane del raggruppamento ma comunque daremo filo da torcere a tutti. Il campionato è molto difficile e per noi la salvezza sarebbe una conquista storica, quasi un’impresa impossibile perché, tolti Pera e Croce, gli altri sono tutti ragazzi provenienti da formazioni Primavera o da campionati inferiori. Per come è strutturato il campionato, in ogni partita è necessario fare punti. Per noi l’obiettivo principale è quello di trovare esperienza e maturità il prima possibile che, considerata anche la rosa scarna che ho a disposizione, significherebbe tanto per il prosieguo della stagione”.

Domani il test con il Sorrento si preannuncia probante viste la l’indisponibilità, causa squalifica di due uomini fondamentali per gli equilibri della squadra come come Checchi e Croce: “Le assenze di Checchi e Croce sono importanti, ma faremo di necessità virtù, senza piangerci troppo addosso. Domenica affronteremo una buona squadra come il Sorrento, che annovera molti elementi di caratura elevata, come Catania, Danucci, Villagatti, Musetti, Improta, calciatori che possono fare la differenza da un momento all’altro. Sulla carta ci sono superiori, ma il giudice supremo resta sempre il campo”.

Nonostante il bomber Manuel Pera (22 gol in due stagioni) non abbia ancora timbrato il cartellino in questo inizio di campionato, il Poggibonsi vanta comunque il secondo miglior attacco del girone. Merito di un’organizzazione di gioco quasi perfetta che permette ai “leoni” di prescindere dalle giocate del singolo: “Pera ha avuto dei problemi fisici nel precampionato, quindi non è al top. Spero recuperi quanto prima perché è uno dei nostri uomini più importanti e le sue prestazioni possono trascinare anche i ragazzi più giovani. Il fatto che sia ancora a secco di gol non mi preoccupa perché abbiamo un ottimo gioco corale che ci ha permesso di andare in rete con altri calciatori. Uno di questi è Scardina, un ragazzo che va recuperato soprattutto sotto il profilo psicologico perché negli ultimi anni ha avuto parecchi problemi: io ci ho puntato, ma deve ancora maturare a livello tattico e del sacrificio e, soprattutto, credere in se stesso perché questa stagione può essere il suo trampolino di lancio verso categorie superiori”.

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