II Divisione/B – 3 giornata: “Il punto dell’esperto” Giovanni Ferraro

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Giovanni Ferraro

Giovanni Ferraro

Non si ferma la rubrica “Il punto dell’esperto” dedicata al girone B della Seconda Divisione. A commentare, in esclusiva per SportInPenisola, il quadro emerso dopo la terza giornata è Giovanni Ferraro, attuale allenatore dell’Arzanese, che nel suo passato da calciatore ha vestito il 61 occasioni la casacca rossonera del Sorrento.

Mister, partiamo dalla notizia più importante di questo inizio di settimana: l’esonero di Capuano dalla panchina della Casertana. Sono davvero tutte dell’allenatore salernitano le colpe della partenza stentata dei “falchetti”?

Non conosco i motivi che hanno portato la società a decidere l’esonero di Capuano, che reputo comunque un ottimo allenatore, né voglio interferire dando un giudizio sull’accaduto perché sono questioni interne che solo chi è le vive le conosce, ma penso che le colpe dell’inizio stentato della Casertana non siano attribuibili tutte a lui. In generale, sono del parere che, soprattutto ad inizio campionato, bisogna dare più tempo agli allenatori: al di là di quelle che possono essere le motivazioni, allontanare un tecnico dopo poche giornate è troppo prematuro. Per creare una sinergia tra mister, direttore sportivo e dirigenza occorre tempo.

Il girone B della Seconda Divisione si sta confermando giornata dopo giornata sempre più imprevedibile ed affascinante…

E’ vero, questo campionato è molto equilibrato. Fino ad ora non sono emerse grosse differenze tra le squadre sulla carta più attrezzate, come Ischia, Casertana e Messina. e le altre. Sono sicuro che non ci sarà una squadra che ammazzerà il campionato, tutte se la giocheranno fino al termine della stagione.

Parliamo della sua Arzanese. In tre gare avete raccolto solamente un punto: si poteva fare meglio?

All’esordio abbiamo fatto una prestazione eccellente a Martina, peraltro in dieci uomini per buona parte del match. La settimana successiva, in casa con il Poggibonsi, la gara è stata pessima, soprattutto perché abbiamo preso quattro gol su altrettante palle inattive. Domenica scorsa, invece, abbiamo dominato per tutti i novanta minuti di gioco in casa del Messina, ma alla fine siamo usciti sconfitti per 1-0. Comunque abbiamo pagato l’assenza per squalifica del nostro giocatore più importante, Ripa: è vero che con i se ed i ma nel calcio non si costruisce nulla, ma sono sicuro che se lo avessi potuto schierare avremmo avuto minimo quattro punti in classifica perché in queste ultime due gare ci è mancato proprio chi finalizzasse l’enorme mole di gioco creata. Il prossimo match contro il Gavorrano, che ha appena battuto la Casertana, sarà molto duro ma, a prescindere da ciò, voglio delle risposte importanti in termini di punti dalla mia Arzanese che è una squadra dotata di un buon organico, composto da giocatori, sia “under” che “over”, di ottima qualità. Dobbiamo solo cominciare a fare risultati perché, sotto il profilo del gioco, la strada intrapresa è quella giusta.

Nella vostra stessa situazione di classifica c’è anche il Sorrento che ha colto il primo punto domenica, al “San Vito” di Cosenza. Che idea s’è fatto dei rossoneri di Chiappino?

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Ho visto la prima gara ed il Sorrento, nonostante sia stato sconfitto dalla Vigor Lamezia, ha disputato davvero un’ottima partita. Ad Aprilia, invece, ha nuovamente perso ma dopo essere andato in vantaggio e, finalmente, domenica è riuscito a cogliere il primo punto, peraltro giocando molto bene, a Cosenza. In generale i rossoneri sono una buona squadra, imbottita di giovani ma con un allenatore che sa come trarre fuori il meglio da loro. Hanno tutte le carte in regola per centrare l’obiettivo della Lega Pro unica perché hanno alle spalle una piazza tranquilla ed una dirigenza ed uno staff ottimi, dove spicca il segretario generale, Francesco Imparato, una delle persone più competenti e preparate nel ruolo.

Guardando la classifica spicca il cammino della Vigor Lamezia, prima in solitaria ed a punteggio pieno. Si aspettava un inizio così scoppiettante dei calabresi?

Sinceramente non me l’aspettavo, ma i risultati che ha colto, soprattutto in trasferta, non sono sicuramente frutto del caso. Se sono partiti così forte è perché sono arrivati prima in una condizione fisica e mentale ottimale. Comunque, a punteggio pieno mi sarei aspettato compagini, sulla carta, maggiormente attrezzate come Ischia, Messina e Casertana.

Con l’Arzanese ha affrontato, nell’ordine, Martina, Poggibonsi e Messina. Quali di queste tre formazioni l’ha maggiormente sorpresa?

Sicuramente il Poggibonsi, soprattutto nella zona offensiva: i toscani davanti hanno attaccanti molto pericolosi e dotati di un’ottima struttura fisica come Pera e Scardina.

Tra i calciatori, invece, chi l’ha impressionata di più?

Del Messina, domenica mi ha destato un’ottima impressione il portiere, Lagomarsini, che è stato autore di un paio di interventi davvero decisivi, mentre del Poggibonsi torno a fare il nome dell’attaccante, scuola Roma, Scardina che credo possa tranquillamente fare la differenza anche in categorie superiori.

In estate è stato molto vicino a sedere sulla panchina del Sorrento. Perché questo matrimonio non si è celebrato?

Ci sono stati dei contatti, sia la scorsa stagione sia all’inizio di questa, ma non si è mai passati dalle parole ai fatti perché la dirigenza rossonera ha fatto altre scelte. Ho deciso di ritornare all’Arzanese perché già conoscevo l’ambiente e perché tutta la dirigenza, a partire dal presidente Ferrao fino al direttore sportivo Cavaliere, mi hanno fatto sempre sentire tutto il loro appoggio e stima incondizionata e, soprattutto,  perchè hanno apprezzato le mie qualità, prima umane che di allenatore.

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