Sorrento, conosciamo l’avversario: il Cosenza di Cappellacci

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L'undici del Cosenza che ha espugnato il "Pinto" di Caserta

L’undici del Cosenza che ha espugnato il “Pinto” di Caserta

Il presidente Guarascio ha garantito il ripescaggio in Lega pro nell’anno del centenario. Ha optato per voltare pagina dopo l’ultimo biennio griffato Stefano Fiore (comunque artefice di stagioni ottime) ed ha affidato la gestione dell’area tecnica all’ex capitano del 1914 Ciccio Marino. Il dg è coadiuvato da Gigi Condò, operatore di mercato calabrese che conosce a fondo la categoria.

La prima mossa è stata strappare alla concorrenza de L’Aquila l’allenatore Roberto Cappellacci, che così ha raccolto il testimone lasciato da Gianluca Gagliardi, tecnico sì preparato, ma costretto a lavorare in una situazione surreale.

Sul fronte delle riconferme, andati via Guadalupi e Arcidiacono, si è puntato tutto su Mosciaro, bomber indiscusso della squadra e nuovo capitano dei Lupi dopo l’addio di Parisi. Il gruppo a luglio è partito in ritiro decimato negli uomini e zeppo di elementi giovani ed in prova: la situazione costantemente in bilico tra Serie D e Seconda divisione ha paralizzato il mercato nelle fasi iniziali. Ottenuto il pass per il professionismo si è cercato di completare l’organico con pedine funzionali alla causa, ma che non gravassero eccessivamente sul bilancio del club. Sebbene si sia deciso di rinunciare ai contributi federali in materia di under, dalle parti del San Vito la parola d’ordine è stata ottimizzare i costi. Niente spese folli e nessun top-player pagato a peso d’oro.

Tra i pali il titolare è Frattali, l’anno scorso al Valleé d’Aoste. A giocarsi la maglia numero uno c’è Orlandi, giunto da Avellino con la speranza di trovare più spazio. In difesa il leader è Guidi, ex Frosinone che ha accettato la destinazione Cosenza a margine di una trattativa durata settimane. Positivi gli ingaggi di Pepe, Carrieri e Blondett per il ruolo di marcatori centrali, di prospettiva quello di Bigoni sulla corsia laterale. L’unico elemento in prestito è Mannini, un terzino sinistro mandato in Calabria dal Siena che vivrà dei testa a testa interessanti con Palazzi (tornato mercoledì in città dopo aver risposto alla convocazione dalla nazionale del San Marino).

A centrocampo c’è abbondanza dopo gli arrivi di Castagnetti e Meduri. Nel 4-2-3-1 disegnato da Cappellacci fino alla settimana scorsa l’unico mediano di ruolo era Giordano, fresco di promozione in B col Trapani. Nelle prime apparizioni era toccato a Criaco, un esterno offensivo, riciclarsi operaio e lasciare da parte lo smoking. Marino e Condò, tuttavia, hanno completato il reparto con i due calciatori reduci da un torneo di Prima divisione col Barletta e col Feralpi Salò.

In attacco, invece, c’è l’imbarazzo della scelta. Già detto di Mosciaro, l’altra punta di diamante è De Angelis: vero lusso per la categoria e match-winner nella gara di Caserta. Calderini è un jolly ricco di qualità, abile a dribblare le maglie avversarie e cinico sotto porta, mentre Alessandro è un esterno micidiale nelle accelerazioni. Occhio a Napolano: con la Sambenedettese ha mostrato numeri di alta scuola, ma a Perugia non ha trovato spazio. Il Cosenza lo ha tesserato senza farselo ripetere due volte.

Antonio Clausi

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