Sorrento, parla Mastellone: “Siamo con la Lega: domenica giochiamo”

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Il vicepresidente del Sorrento, Gaetano Mastellone

Il vicepresidente del Sorrento, Gaetano Mastellone

A prescindere da come si risolverà la querelle tra l’Associazione Italiana Calciatori, presieduta dall’ex centrocampista della Roma, Damiano Tommasi, e la Lega Pro sulla normativa per la distribuzione di parte dei contributi federali alle società, il Sorrento calcio, qualora domani nell’assemblea dei presidenti di Lega Pro non venisse ratificato un accordo e confermato lo sciopero indetto lo scorsolunedì dall’AIC, scenderà comunque regolarmente in campo domenica prossima, nel match casalingo che vedrà opposti gli uomini di Luca Chiappino alla Vigor Lamezia.

A spiegare le ragioni di tale scelta, che si allinea con i proclami della dirigenza lametina e di molte altre società di Prima e Seconda Divisione, è il vice-presidente costiero, Gaetano Mastellone: “Il Sorrento è favorevole alla regolamentazione proposta dai vertici della Lega Pro per la distribuzione dei contributi federali – commenta il dirigente rossonero. – Personalmente, poi, sono un fautore della discussione: le azioni di sciopero non servono a nulla. Nel calcio, così come in un’azienda e, più in generale, nella vita, i problemi si risolvono discutendo”.

Come la maggior parte dei club di Lega Pro, il Sorrento ha puntato forte sui giovani. Il motivo è tutto di natura economica: “Oggi il calcio italiano è in grave crisi – commenta Mastellone. –  A causa anche della lontananza della politica dal problema, che ci costringe a giocare in stadi non adeguati. Esiste, poi, un calo quasi generalizzato degli spettatori, quindi i ricavi si assottigliano. Gli sponsor, inoltre, non sono più disposti a spendere senza avere un ritorno visivo allo stadio del loro marchio, di conseguenza non sono più propensi a sottoscrivere contratti”.

In tanti vedono nell’utilizzo di troppi giovani un fattore che potrebbe impoverire i valori tecnici della categoria, contribuendo ad allontanare spettatori dalle tribune. Il vicepresidente rossonero con delega alla comunicazione, al marketing ed al rapporto con la tifoseria non è però d’accordo con questa teoria. Anzi, intravede la possibilità che il tasso tecnico si innalzi: “Non sono d’accordo sul fatto che, con un abbassamento dell’età media a 24 anni il livello tecnico scenda. Anzi credo che, al contrario, possa alzarsi: il rischio di una campionato “Primavera” bis non esiste. Io sono pro meritocrazia, se un ragazzo di vent’anni è bravo vale come uno di trent’anni. Non sono neanche d’accordo con coloro i quali asseriscono che si creeranno false aspettative nei giovani: i giovani vanno aiutati e, se validi, devono giocare. D’altronde basta vedere quanti ventenni giocano titolari in club stranieri. Perché non possiamo uniformarci anche noi al resto d’Europa?”

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