Schiazzano tutte le tappe della vittoria

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Sveva Schiazzano con Andrea Rolla (foto Pollio)

Sveva Schiazzano con Andrea Rolla (foto Pollio)

È stato un continuo crescendo. Sveva Schiazzano è partita in sordina, prima della serie di atleti che sono scesi in vasca con lo Swimming Sorrento. Poi a Roma, in settimana, sono state ancora medaglie d’oro.
Giunta nei locali della struttura costiera a soli 5 anni bracciata dopo bracciata e vasca dopo vasca è riuscita ad attestarsi su livelli assoluti.
Nella categoria Ragazzi, sulle distanze lunghe la Schiazzano è ormai il top.
Dopo i tempi monstre realizzati a Riccione nella manifestazione tricolore invernale, il tecnico Veno non ha dovuto faticare molto per tenerla con i piedi in terra.
Schiva, quasi troppo, modesta per il suo allenatore Sveva Schiazzano è: “Un cane da gara”.
Una sorta di dottor Jekyll e mister Hyde della piscina.
“Nel 2005 quando abbiamo iniziato l’attività è stata la prima ragazzina del centro ed a malapena sapeva galleggiare”. Se la ride Marco Veno colui che ha forgiato e seguito la Schiazzano passo dopo passo.
Le tappe sono sempre parse simili alle scalate più impervie del Giro d’Italia, ma lei da brava atleta ha messo la testa bassa e ha acceso le gambe. Un fulmine in vasca. 25 o 50 metri non fanno differenza. Vasca scorta o lunga cambia solo la virata.
Passa in un amen dai podi italiani a quelli europei. Infatti, lo scorso 17 luglio, a Utrecht, decide di far capire che lei c’è anche nel panorama europeo. Agli European Youth Olympic Festival, una vera e propria mini olimpiade, la Schiazzano si mette in scia alla russa e alla britannica e sale a podio.
Lacrime per il tecnico Veno e grande soddisfazione per il papà che l’ha seguita nella terra dei tulipani.
Sebbene i mondiali in corso a Barcellona hanno fatto slittare gli italiani assoluti nel prossimo inverno, lei non è andata in ferie.
A Roma, nella piscina del Foro Italico Sveva Schiazzano è scesa, nuovamente, in vasca. Da piazzare c’erano le zampate nelle distanze dello stile libero. Appagata? Macché.
Con il suo fare da “cagnaccia” la giovane atleta costiera ha deciso di mettere tutti d’accordo.
Tre gare in tre giorni. Prima i 200 metri nei quali la delusione ha preso il sopravvento. Quarta al tocco della piastra. Invece di abbattersi, l’atleta dello Swimming si rilancia. Negli 800 metri stile piazza un tempo inferiore a quello fatto a Utrecht e si prende l’oro. Una carica ancora maggiore perché in sole 24 ore riesce a recuperare le giuste energie e mettere ko le avversarie anche negli 400.
“Fatto questo si va in vacanza – conclude il tecnico Veno -. Poi penseremo agli assoluti Italiani invernali. Dove potrà gareggiare con la Pellegrini”.

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