Sorrento, Avallone:”Ancora tanta amarezza”

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Avallone (foto Penna) preferisce restare in silenzio. "Sono rammaricato".

Avallone (foto Penna) preferisce restare in silenzio.
“Sono rammaricato”.

Sulla graticola il direttore sportivo, Salvatore Avallone. Contratto in scadenza il prossimo 30 giugno che non dovrebbe essere rinnovato.
L’uomo mercato dei rossoneri è finito nell’occhio del ciclone dopo la campagna rafforzamenti di gennaio.
A metterlo sul banco degli imputati non solo i dirigenti, ma anche i tifosi. L’accusa più grande è non aver puntellato una rosa, nata in pochi giorni e forse anche male, con giovani di valore per tentare l’impresa salvezza.
Avallone, in due anni, ha sempre visto l’allenatore da lui scelto essere esonerato. Prima Sarri, giunto quest’anno alla finale play-off in B con l’Empoli, poi Bucaro.
Nella stanza dei bottoni a Roma, post manita di Carrara, lui non c’era e i vertici del sodalizio di via corso Italia decisero per il cambio. Il ds non si dimise, atto quasi dovuto perché aveva caldeggiato l’arrivo dell’ex trainer dell’Avellino, ma non riuscì a far quadrare il cerchio.
Dopo la mezza impresa di aver ottenuto gli spareggi salvezza a cui in tanti non credevano, la retrocessione per mano del Prato al Lungobisenzio.
I supporter costieri lo hanno anche apostrofato come ladro nel corso della sfida che è valsa l’intera stagione, ma lui resta in silenzio.
“C’è ancora tanta amarezza dopo la retrocessione” si lascia scappare l’uomo mercato del Sorrento. In carriera per Avallone quello di Sorrento è il secondo declassamento (il primo con la Nocerina da calciatore).
“Preferisco non parlare e metabolizzare la delusione” aggiunge il ds. Una sorta di frase sospesa nel vuoto che lascia presagire come in futuro possa intervenire per chiarire alcuni degli aspetti della sciagurata stagione vissuta in rossonero.

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