Cronaca semiseria di una mattinata al Giro

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L'arrivo al Villaggio Gazzetta della maglia rosa di giornata  Salvatore Puccio per la firma.

L’arrivo al Villaggio Gazzetta della maglia rosa di giornata Salvatore Puccio per la firma.

Sorrento – Tanto attesa, la partenza di tappa con protagonista assoluta la penisola sorrentina è diventata realtà. Uno spettacolo colorato e gioioso che a dire il vero non ha soddisfatto alcuni troppo critici nei confronti del passaggio costiero della carovana rosa e che ha reso diverso per un giorno il territorio, avvicinando i cittadini ad uno sport che deve ritrovare la propria identità dopo troppi scandali legati al doping e che deve puntare sulla crescita dei giovani potenziali talenti. Al villaggio Gazzetta l’attesa per l’arrivo dei corridori tra gli addetti ai lavori ed i tifosi si è fatta man mano spasmodica ma mitigata dalla simpatia degli speaker di Radio 101 che insieme alle auto che seguono i ciclisti hanno dato vita ad un vero e proprio spettacolo. Un palliativo però, così come l’arrivo della Coppa portata a braccio da una splendida “gazzettina” in rosa, in attesa della firma dei corridori pronti a partire e a segnare di gomma le strade della Penisola nel triplo passaggio attraverso il circuito per poi partire veloci vero Marina D’Ascea.
I primi ad arrivare sono i componenti della Argos seguiti a ruota dai colombiani del Team Colombia, alla prima partecipazione alla corsa, già innalzati a idoli dopo la sveglia subita a cronometro ma che sicuramente verranno rivalutati sulle alte vette che la truppa affronterà nelle ultime tappe del Giro. Qualcuno li addita addirittura come possibili outsider proprio per la loro propensione alle tappe in salita. Simpaticissimi e visibilmente emozionati, non si tirano indietro davanti agli obiettivi e posano con giornalisti e tifosi per uno scatto ricordo.
Man mano cominciano ad arrivare al villaggio i grandi protagonisti della corsa. Vincenzo Nibali è tra i primi e viene sommerso di domande e richieste. Applaudito e incitato, rappresenta davvero una speranza per tutti coloro che amano questo sport ma che fanno fatica a fidarsi nuovamente. Arriva Knees del favorito team Sky, 1,94 m di crucco dinoccolato, che sembra presagire il turno di Sir Wiggo Wiggins che però arriverà molto dopo insieme ai compagni di corazzata. A turno pongono la propria firma il campione italiano Pelizzotti, Paolini, poi vincitore di tappa e nuova maglia rosa, il simpaticissimo e disponibile Scarponi, vincitore de facto del Giro 2011 dopo la squalifica di Alberto Contador per doping, che scherza con la più giovane tifosa del villaggio, una bimba di pochi mesi tutta vestita di rosa. L’incedere di Stefano Garzelli, altro nome dell’albo d’oro del Giro, è un colpo per chi ha amato Pantani. Maglia gialla e bandana, i ricordi sembrano concretizzarsi nella mente dei tifosi. L’ex gregario del Pirata arriva insieme a Danilo Di Luca e prima della maglia rosa Salvatore Puccio, spaesato e visibilmente felice ed emozionato per le attenzioni che il pubblico gli rivolge. Si gode il suo momento come merita il giovane della Sky che di lì a poco dovra tornare al body supertecnologico dei mostri al servizio del sir ex basettone. Eh si, Wiggo ha tagliato le sue proverbiali basette, ed ha proprio l’aria del sir inglese. Arriva con la scorta dei gregari che sembrano dei robot, evita i fotografi e i tifosi con una spocchia paragonabile solo a quella di Cannonball Cavendish, che evita totalmente il contatto con gli astanti, e a quella di Cadel Evans, altro nome di grido. Passa anche Hejsedal, vincitore semisconosciuto dello scorso Giro, e passano gli altri prima di mettersi in fila ad aspettare il via. Poi la corsa, la fuga dei sette corridori che nello spazio di pochi chilometri riescono a guadagnare ben tre minuti e mezzo di vantaggio sul gruppone trainato dagli Skymen. Uno spettacolo, dicevamo. Che speriamo non debba ripetersi che tra vent’anni. La penisola ha fame e sete di sport ed eventi come il Giro rappresentano un ottimo spuntino.

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