A conti fatti è il peggior Sorrento della storia

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sorrentocalcioLa matematica sorregge ancora il Sorrento in lotta per evitare la retrocessione diretta in Seconda divisione.
La contemporanea vittoria di Carrarese (a Catanzaro) e Barletta (in casa con il Prato) ha lasciato laconicamente soli all’ultimo posto in graduatoria i costieri.
Che sarebbe stata una stagione tribolata i tifosi lo sapevano sin dalla scorsa estate quando il dietrofront del patron Mario Gambardella aveva aperto una crisi di difficile soluzione. Un gruppo di imprenditori costieri ha consentito al club di iscriversi, per il sesto anno consecutivo alla C1, ma tutti i nodi passo dopo passo stanno venendo al pettine.
Dopo venti anni e poco più il Sorrento rischia una nuova retrocessione. Al di là dell’aspetto economico, con il quale il club lotta mensilmente per evitare le penalizzazioni della Lega, i dati parlano chiaro: è il peggior anno tra i pro.
Solo 3 vittorie, di cui una ottenuta tra le mura amiche dell’Italia, 8 pareggi e 16 sconfitte. un ruolino di marcia che rispecchia fedelmente quelle che sono le lacune di una squadra, costruita tardi, e che mai è parsa in grado di lottare con le avversarie in lizza per evitare l’ultimo posto del girone B di Prima divisione.
A fare due conti e confrontandolo con quello della retrocessione del lontano 1986-87, è il più brutto Sorrento della storia.
Sotto la gestione della famiglia Pollio,  i rossoneri chiusero all’ultimo posto il proprio raggruppamento a quota 21. A rapportare i punti del lontano 1987 ed equipararli al 2013, con il criterio dei 3 punti, i peninsulari ne avrebbero totalizzato 29 punti in 34 gare.
Il confronto resta impietoso perché pur vincendo le ultime tre gare contro Catanzaro, Frosinone e Nocerina il bottino del roster messo su dal ds Avallone raggiungerebbe quota 26. E’ vero che nella stagione in corso mancano all’appello altre quattro gare per un girone ridotto a 16 squadre, ma all’atto pratico il gap è evidente.
Barletta e Carrarese hanno atteso tanto, forse troppo per poter accelerare e la truppa di Papagni non è riuscita ad imprimere quella svolta tanto richiesta neppure negli scontri diretti. Se quando si giocò in Toscana c’era ancora Bucaro, al Barbetti l’allenatore pugliese non ha portato i suoi al successo.
Un doppio svantaggio se si pensa all’eventualità che, in caso di arrivo a pari punti, il Sorrento sarebbe retrocesso per la classifica avulsa.

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