Sorrento – Pisa 1-2, le pagelle: Bonomi solido, Kostadinovic è in bambola

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Tra i migliori Simone Bonomo nell'inedito ruolo di terzo centrale

Tra i migliori Simone Bonomo nell’inedito ruolo di terzo centrale

Le pagelle del Sorrento al termine della sfida con il Pisa.

ROSSI 5,5: Se sulla trasformazione impeccabile dello specialista Favasuli non ha sicuramente colpe, qualche dubbio resta sul tiro di punta, stile calcio a 5, di Gatto che lo beffa proprio sul suo palo.

DI NUNZIO 5,5: La centesima in maglia rossonera per lui non è di certo da incorniciare. Soffre parecchio il dinamismo di Gatto e s’incaponisce troppo, soprattutto nel primo tempo, in inutili tentativi dalla distanza.

NOCENTINI 5: Migliore in campo fino a quando non s’addormenta sulla torre di Buscè e stende ingenuamente in area Tulli, guadagnandosi il rosso e provocando il rigore che condanna il Sorrento all’ultimo posto. Nell’ultimo periodo sembrava rinato, ma quest’ennesimo svarione testimonia la sua difficoltà a tenere alta la concentrazione per tutti i novanta minuti di gioco.

BONOMI 6: Anche da centrale assicura, nonostante qualche ininfluente amnesia, quella solidità e quell’attenzione necessarie per fare muro alle offensive toscane.

Svolge il proprio ruolo con diligenza Fusa Bassini (foto Penna)

Svolge il proprio ruolo con diligenza Fusa Bassini (foto Penna)

KOSTADINOVIC 4: Non gli riesce praticamente nulla, a partire dal passaggio più semplice per finire ai cross, che dal suo lato arrivano col contagocce. In difficoltà anche sulle sovrapposizioni di Benedetti, è incappato in una giornata da dimenticare. L’ennesima. Tant’è che è il più bersagliato dalle critiche del pubblico (dal 37’ s.t. ESPOSITO R. s.v.: Almeno ci mette grinta e voglia, attributi che parecchi dei suoi compagni hanno dimenticato da tempo negli spogliatoi).

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SALVI 5: Perde tanti palloni sanguinosi in mediana che spianano la strada ai contropiedi toscani. Come se non bastasse è il protagonista dell’episodio del rigore-non rigore su Scappini: l’impressione è che con il suo intervento scomposto prenda in pieno l’ex attaccante di Sarri e Ruotolo.

BEATI 5: Gioca tanti palloni, ma è troppo scolastico. Il gioco in orizzontale nel catino dello stadio “Italia” è inutile, anzi dannoso, visto che consente agli avversari di organizzarsi e chiudere gli spazi. Dovrebbe verticalizzare di più, anche se, quando lo fa, sbaglia sempre la misura del passaggio.

FUSAR BASSINI 6: Una delle poche note liete della giornata: con calma olimpica contiene prima Fondi e poi Buscè, facendosi vedere anche spesso al cross.

BERNARDO 5,5: Nella posizione defilata in cui lo schiera Papagni non riesce a dare il suo solito apporto alla manovra. Con generosità, comunque, prova a rendersi utile anche se nella ripresa è troppo egoista quando, dopo aver rubato caparbiamente palla a Suagher, conclude sul fondo in diagonale invece di servire Tortolano, solo al centro dell’area di rigore.

MUSETTI 5,5: L’altro ex della gara, Sabato, gli riserva un trattamento speciale che lo costringe ad agire troppo lontano dai sedici metri. Trasforma il rigore del momentaneo 1-1, ma da uno con le sue qualità ci si aspetta qualcosa in più (dal 15’ s.t. KONAN 5,5: Entra e sembra voglia spaccare il mondo. Ma l’euforia dura poco, anche perché sia la troppa foga che il mancato supporto dei compagni lo tradiscono).

TORTOLANO 5: Per lunghi tratti della partita si appisola senza motivo, estraniandosi completamente dal gioco: colpa grave, visto che la maggior parte della pericolosità offensiva rossonera dipende proprio dall’imprevedibilità delle sue giocate (dal 32’ s.t. GUITTO 5,5: Non riesce ad incidere. Anzi, con qualche giocata avventata rischia anche di compromettere ulteriormente la situazione).

ALL. PAPAGNI 4: Se fino alla settimana scorsa poteva difendersi con gli arbitraggi a sfavore e con il punto in più in classifica rispetto alla Carrarese, oggi che la giacchetta nera ha aiutato il Sorrento e che l’ultima piazza è di nuovo realtà gli alibi non tengono più. La squadra è senza identità, confusa dai continui cambi di modulo e incapace di creare occasioni offensive. Per di più, anche a livello psicologico, le lacune sono evidenti. A quattro giornate dalla fine, con questa situazione, salvarsi diventa un’impresa: a questo punto che si inventi qualcosa o si faccia da parte.

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