Sorrento – Avellino 1-4, le pagelle: Millesi doppia Beati, Bernardo lotta da solo

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Nicola Beati (foto Pollio)

POLIZZI 5: E’ vero che sui quattro gol subiti non ha grandi responsabilità, ma è anche vero che, sia sul rigore di Castaldo che sull’incornata di Biancolino, non accenna neanche ad una minima reazione, restando di gesso sulla linea di porta.

KOSTADINOVIC 4: Il ragazzo è nel pallone, praticamente slegato dal contesto tattico in cui si è trovato catapultato. Fa una fatica matta contro Millesi, che dalla sua parte lo salta, quando, come e dove vuole. Come se non bastasse, poi, ha sulla coscienza il gol del 2-0, quando perde ingenuamente palla in uscita nell’insulso tentativo di dribblare l’avversario.

NOCENTINI 6: Il periodo nefasto che lo vedeva combinarne di tutti i colori è ampiamente alle spalle. Rispetto al girone di andata è tutto un altro giocatore e lo dimostra anche oggi nel rustico duello contro Biancolino, in cui ne esce comunque a testa alta.

DI NUNZIO 4,5: Appurato il non fallo da rigore commesso su De Angelis e l’espulsione immeritata, soffre la presenza dalle sue parti del guizzante numero sette avellinese, bravo a incunearsi negli spazi che gli lascia libero. Sul 2-0 è lui a perdersi Biancolino, poi ad inizio ripresa spreca un occasione colossale per il 2-2, sfiorando la traversa su un colpo di testa in tuffo.

BALZANO 5: Dovrebbe chiudere in diagonale su Biancolino in occasione del gol del 2-0 ma, anche se lo avesse fatto, il risultato sarebbe stato probabilmente lo stesso vista l’enorme differenza di centimetri con il Pitone. Sull’1-4 targato Zigoni resta di sasso sull’inserimento di Zappacosta che regala il poker all’attaccante scuola Milan.

BEATI 4: E’ in una fase d’involuzione paurosa: non gli riesce praticamente nulla. In fase d’impostazione sbaglia costantemente la misura di tutte le aperture, in interdizione, invece è nullo, visto che non ha il passo per contenere Millesi che lo doppia senza problemi.

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SALVI 5: Ci mette un po’ a carburare, complice il gran lavoro che fanno i dirimpettai irpini. Quando entra in partita, forse troppo tardi, assicura la giusta dose di copertura alla difesa. Ma ormai la frittata è già fatta.

GUITTO 5: Se a Benevento era il più ispirato, con l’Avellino è tra i peggiori. Sia da esterno destro nella batteria di trequartisti alle spalle di Bernardo che da interno di centrocampo appare svagato e male integrato nelle poche azioni che il Sorrento riesce ad imbastire (dal 29’ s.t. CIAMPI 4: Semplicemente, perché, sull’1-4, con la squadra in nove e con la consapevolezza che sia Nocentini che Di Nunzio a Barletta non ci saranno per squalifica, si prende il lusso di protestare vibratamente e continuatamente contro l’arbitro, rischiando di beccarsi anche lui il rosso e lasciare a Papagni un solo centrale di ruolo per la sfida che vale una stagione).

CORSETTI 4: Qualcuno lo svegli e gli dica che il Sorrento ha bisogno del vero Corsetti per ambire alla salvezza. La brutta copia svogliata ed arruffona che contro l’Avellino è scesa in campo è pregata di rimanere a casa da qui a alla fine del campionato. (dal 23’ s.t. KONAN s.v.: Per colpa dell’arbitro Saia, la sua partita dura solamente quattro minuti. Un vero peccato, perché era entrato convinto e soprattutto era riuscito a guadagnarsi anche un calcio di rigore).

TORTOLANO 5,5: Nel primo tempo, insieme a Bernardo, è l’unico a creare grattacapi alla difesa avellinese. Le sue accelerazioni intimidiscono Zappacosta e dal suo destro nasce l’assist per il colpo di nuca con cui Bernardo sigla l’1-2. Nella ripresa, visto l’andamento del match, s’innervosisce e il rendimento cala (dal 38’ s.t. ESPOSITO A. s.v.: Va dentro solo per raccimolare qualche soldino in più dal minutaggio).

BERNARDO 6: Il migliore. E non solo perché s’inventa un gol pazzesco, contorcendosi come un’anguilla e fiutando la porta dal limite dell’area di rigore. Ma soprattutto perché lotta in solitaria come un leone contro Izzo e Giosa, riuscendo nel compito di mantenere il pallone e far salire la squadra.

PAPAGNI 5,5: Già il divario tecnico tra le due squadre è evidente, poi ci si mette anche l’arbitro a complicare la situazione: valutare l’incidenza delle sue scelte sulla partita risulta quindi difficile, soprattutto la gestione dei cambi, condizionata dalle espulsioni. Un appunto va fatto sull’ennesima scelta di insistere su Kostadinovic, palesemente fuori fase ormai da un pezzo: meglio dirottare Balzano sul suo ruolo naturale e inserire Fusar Bassini sulla corsia opposta.

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