Vico Equense: L’intervista a Savino Martone a cura di Claudio De Vito

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Una delle ultime gare di Martone con il Vico Equense

L’intervista raccolta dal collega Claudio De Vito. L’ex addetto stampa è riuscito a raggiungere Savino Martone. Il centrocampista che ha iniziato la stagione nelle fila del Vico Equense e poi messo fuori rosa dopo il caos societario scaturito post vittoria di Campagna.
Ieri Martone è stato sottoposto ad intervento chirurgico per rimediare alla rottura del menisco e ai problemi di cartilagine con cui ha convissuto nel corso di questa parte di stagione.
Sedotti e abbandonati. E’ in questa espressione che si identificano i reduci di Vico Equense, per esser più chiari i calciatori del club costiero che, con un atto di coerenza e qualche mese di rimborsi arretrati da mandare giù, hanno deciso di porre fine alla loro avventura azzurro-oro. Una storia che ha dell’incredibile e finora raccontata solo in parte, campanello d’allarme assordante per il calcio dilettantistico. Il presidente non tiene fede agli impegni economici con i propri tesserati, che a loro volta li rivendicano legittimamente protestando senza allenarsi per un giorno, ed ecco che inevitabilmente il giocattolo si rompe ricoprendo di nubi minacciose il “Massaquano”, locus amoenus delle titaniche gesta vicane. Dopo quasi un mese di clamore con patron D’Auria sulla difensiva protetto dallo scudo del silenzio stampa ed i calciatori ad incalzare con stilettate anche sulla bacheche di Facebook, quest’ultimi non hanno potuto far altro che rompere le righe, dopo aver preso atto della volontà del club di voltare pagina facendo a meno di loro. Ma per una cosa vale ancora la pena di lottare, la verità a 360 gradi.
Savino Martone, uno dei protagonisti della cavalcata in vetta, non si esime dal far luce (e contemporaneamente gettare altre ombre) sulla vicenda.
“Il nostro campionato lo abbiamo già vinto battendo il Torrecuso, – esordisce con amarezza il talentuoso centrocampista nella passata stagione al Gladiator – con tutto il rispetto per chi c’è ora, se il Vico chiuderà in testa è soltanto merito nostro. Ci auguriamo che ciò si avveri così non andranno all’aria mesi e mesi di sacrifici da parte nostra. Fino a quando ci è stato consentito di scendere in campo abbiamo dimostrato di essere i più forti. Avevamo la Serie D in pungo, ce l’hanno scippata”. Ci va giù duro il Martone furioso, un autentico fiume in piena dal quale emergono i particolari di un rapporto con la proprietà azzurro-oro già incrinatosi agli inizi.
“Ci fu detto che a settembre non avremmo percepito i rimborsi perchè non ci spettavano. La società avrebbe cominciato ad erogarli a partire da ottobre, modalità sconosciuta a me e a tutti i miei compagni. Nei mesi successivi i pagamenti sono stati scaglionati e ritardati, raggiungendo il culmine a dicembre quando abbiamo trascorso le festività natalizie senza aver percepito un euro. Nonostante tutto ci siamo comportati da professionisti svolgendo tutte le doppie sedute durante la pausa. Dopo le feste la società ha tentato di tappare qualche buco, continuando a raccontarci menzogne sulle spettanze arretrate. Avremmo potuto lasciare già a inizio anno, ma non lo abbiamo fatto, anzi siamo andati a vincere a Torrecuso con la promessa che dopo la partita finalmente ci sarebbero stati i pagamenti. Niente di tutto questo. Dopo la partita di Campagna la situazione è degenerata perchè ci siamo sentiti presi in giro. Prima del Trentinara, soltanto un giorno non ci siamo allenati per protesta. La domenica ci siamo presentati regolarmente al campo, ma abbiamo trovato i cancelli chiusi. A quel punto abbiamo chiamato i carabinieri per verbalizzare la nostra presenza con un riconoscimento ufficiale. In settimana torniamo ad allenarci, ma intanto alcuni di noi erano stati messi fuori rosa senza alcuna spiegazione, oltre all’esonero di mister Sorianiello. Saremmo scesi in campo col Massa Lubrense soltanto se i nostri compagni ed il mister fossero stati reintegrati. Due giorni prima della partita abbiamo constatato la risposta negativa della società in questo senso e di conseguenza deciso di abbandonare una volta per tutte non presentandoci alla rifinitura del sabato. Ora ci ritroviamo a spasso. E’ facile mandare a casa i calciatori ad un certo punto della stagione per risparmiare sui costi di gestione. Su questo aspetto non siamo affatto tutelati. Molti di noi hanno famiglia e ora si trovano in seria difficoltà”.
Lucida, nonostante la rabbia e la delusione, l’analisi del 30 centrocampista con un passato anche in Seconda Divisione tra le fila della Vigor Lamezia. Ma lo sfogo non si placa e tocca anche chi, a suo parere, ha optato per il dietrofront tornando al proprio posto in squadra.
“Ci sentiamo traditi da alcuni ex compagni che credevamo fossero dalla nostra parte. All’inizio eravamo fianco a fianco nel braccio di ferro con la società, poi sono passati dall’altra parte della barricata. Ciò non fa altro che aumentare l’amarezza, a testimonianza che nel calcio ormai i valori e lo spirito di una volta non esistono più”.
Il futuro è un’incognita per Martone, che si lascia andare ad un annuncio schock.
“Sinceramente, dopo quello che è successo quest’anno, non so se continuerò a giocare. Tra l’altro dovrò operarmi al ginocchio, avendo giocato quasi tutto il campionato con il menisco rotto. Oltre il danno anche la beffa. Dopo tanti anni di piazze e risultati importanti giocando fino all’ultima partita, questo rappresenta per me un duro colpo. Il futuro per quanto mi riguarda è in bilico, e di questo devo ringraziare chi si è improvvisato nel calcio giocando sulla mia pelle”.

Claudio de Vito

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