FC Sant’Agnello: un esempio di calcio sostenibile

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Cioffi autore della rete del pari contro la Virtus Scafatese

Nell’estate scorsa, il FC Sant’Agnello, dopo la salvezza in extremis nel campionato di Promozione, richiedeva  l’ammissione alla serie superiore. I commenti degli scettici non mancarono, ma l’andamento della stagione in corso, ha seccamente smentito le immancabili cassandre. La squadra del patron Alberto Negri naviga , possiamo affermare senz’altro tranquillamente, a centro classifica, ben distaccata dalle sabbie mobili della zona play out e nonostante i noti problemi dell’impianto comunale di via dei Pini che costringono la formazione costiera a disputare praticamente in campo neutro, le partite casalinghe. Il vulcanico  (ma ottimo tecnico) Antonio Guarracino ha plasmato in questi mesi, una squadra che attraverso un buon calcio, è diventata via via più consapevole delle proprie qualità, soprattutto provenienti, sempre più cristalline, dai molti ragazzi della Juniores, che sono di fatto in pianta stabile nell’organico della formazione titolare. A cominciare dai difensori Cappiello, Longobardi, Di Donna (ex Napoli), Sessa, i centrocampisti Esposito e Cioffi, per finire con il giovanissimo Simone Di Maio classe 96, proveniente addirittura dalla formazione allievi. Ragazzi che crescono calcisticamente, di partita in partita , destinati a diventare il vero capitale della società, e il merito di tutto ciò non è esclusivamente appannaggio di Guarracino.
 Si tratta, evidentemente, di una vera e propria, sapiente, politica societaria messa in atto dall’artefice principale del miracolo biancazzurro, proprio il patron Alberto Negri, deux ex machina del FC Sant’Agnello, che ha impostato la società sulla base di un ricco vivaio, con formazioni che militano praticamente in tutte le categorie giovanili, dalla Juniores fino ai MiniGiovanissimi. Tutto questo si traduce, anche in termini economici, in un modo di fare calcio “sostenibile”, come dovrebbe essere per tutte le realtà calcistiche del panorama “dilettanti”, ovvero indirizzare le proprie priorità, proprio sulla scoperta e valorizzazione dei  talenti, possibilmente locali, creando opportunità per i giovani della comunità nella quale si opera: quest’ultima è la vera sfida da vincere.

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