Sorrento, una tua ex stellina brilla al Viareggio

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Alfonso Gargiulo

Sorrento e Viareggio. Un legame forte, indissolubile, quello che lega la penisola sorrentina alla città toscana. Non solo perché la prossima tappa del tortuoso cammino dell’undici di Papagni verso la salvezza sarà proprio la terra che ha dato i natali all’ex commissario tecnico della nazionale italiana, Marcello Lippi. Ma, in particolar modo, per i successi personali che i calciatori peninsulari hanno raggiunto in passato e continuano a raggiungere nel presente alla “Coppa Carnevale”, il prestigioso torneo che coinvolge l’elite del calcio giovanile italiano e, da pochi anni, anche europeo.

Dopo le faville fatte da Ciro Immobile e Antonino Di Leva nel torneo 2009, in cui i due ex compagni negli Allievi nazionali del Sorrento si affrontarono in finale, rispettivamente con la maglia della Juventus e della Sampdoria (4-1 per i bianconeri il risultato finale, con gol della bandiera firmato proprio da Di Leva, su punizione, mentre per l’attuale attaccante del Genoa arrivò l’anno successivo il titolo di “Golden Boy” e il titolo di capocannoniere con 10 reti, record assoluto di marcature in una singola edizione), un altro prodotto del vivaio costiero ha dato bella mostra di sé, facendo impazzire la stampa locale e nazionale.

Si tratta di Alfonso Gargiulo, attaccante classe 1994 di Massa Lubrense, di proprietà del Catania, ma in prestito alla Juve Stabia, che con la casacca delle “Vespette” allenate da Mario Turi nel pomeriggio di ieri ha regalato alla società dei presidenti Giglio e Manniello una storica qualificazione ai quarti di finale, mettendo a tappeto la più quotata Juventus con il gol che è valso l’1-0 finale.

Una rete che ha mandato in estasi la città di Castellammare, ma che ha riempito d’orgoglio anche il Sorrento calcio e la penisola sorrentina. Gargiulo, infatti, è cresciuto proprio nel settore giovanile rossonero, dopo essere stato pescato dall’ex direttore del settore giovanile Guglielmo Ricciardi dalla scuola calcio del Massa Lubrense, suo paese natale, dove il padre, Leone, ricopre la carica di sindaco per il secondo mandato consecutivo. Centravanti di ruolo, ma in grado, data la velocità e la tecnica raffinata che lo contraddistingue, di agire anche da seconda punta o da esterno di centrocampo (posizione in cui è stato utilizzato proprio nel match contro la Juventus, squadra di cui è da sempre tifoso), Gargiulo è stato il capitano degli Allievi nazionali allenati da mister Antonio Raiola che nella stagione 2010/2011 sfiorarono l’accesso alla “Final Eight” di Chianciano Termine, battuti dall’Empoli agli ottavi di finale (biancoazzurri sconfitti poi solo in finale dal Milan) dopo aver eliminato il Palermo.

Proprio i gol ai pari età rosanero (due, spalmati tra andata e ritorno, più il calcio di rigore decisivo) gli valsero le attenzioni degli osservatori del Catania che, dopo un breve provino a “Torre del Grifo” (in compagnia del portiere Raoul Lombardo) lo strapparono alla terra natia per condurlo alle falde dell’Etna, dove con la squadra Primavera allenata da Giovanni Pulvirenti, ha collezionato 23 presenze e 6 gol. Guadagnatosi la riconferma della società Etnea, Gargiulo ha visto limitato il suo minutaggio in questa prima parte di stagione (solo 6 presenze per lui), prima di riavvicinarsi a casa nel mercato di gennaio. Su di lui, infatti, si sono posati gli occhi del responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, Alberico Turi, che ha ottenuto il prestito del suo cartellino fino al termine della stagione. Una scelta oculata e già vincente, visto che il giovane massese ha già lasciato il segno nella sfida forse più importante della storia del settore giovanile gialloblu.

Intanto, però, il tempo di festeggiare è finito. Già domani la Juve Stabia di mister Mario Turi sarà chiamata a ripetere l’impresa, stavolta contro il Parma. Con un Gargiulo in più nel motore e soprattutto, nonostante la storica rivalità, col tifo di buona parte della penisola sorrentina a spingere in alto la sua ex stellina.

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