Sorrento, parla Papagni: “Dovevamo rischiare di più, ma il secondo tempo è stato positivo”

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Aldo Papagni (foto Penna)

Al termine della gara contro l’Andria, che ha consegnato ai posteri uno scialbo 0-0, l’allenatore del Sorrento, Aldo Papagni, è intervenuto nella sala stampa dello stadio “Italia” per commentare la prestazione dei suoi.

Ecco, nel dettaglio, le dichiarazioni dell’allenatore di Bisceglie:

“E’ stata una partita combattuta, in cui globalmente credo non si possa rimproverare nulla ai ragazzi. L’Andria ci temeva, infatti si sono presentati con uno schieramento diverso a quello degli ultimi mesi. Abbiamo cercato di fare gioco, ma non ci siamo riusciti. Nel secondo tempo, invece, ci siamo messi a posto creando qualcosa in più.

Comunque, alla luce di alcuni episodi sfortunati, come l’infortunio di Arcuri, un giocatore importante che è dovuto uscire dopo alcuni minuti dal suo ingresso in campo, posso dire che il secondo tempo è stato positivo: l’Andria, infatti, ha avuto solamente due occasioni da gol, il palo di D’Errico e l’altra su quel calcio d’angolo in cui nessuno si è messo sul punto di battuta: una grave ingenuità dovuta al fatto che anche oggi abbiamo iniziato la partita con cinque under, mentre l’Andria, che adotta la nostra stessa politica, ne ha schierati solamente due.

Intimamente mi attendevo qualcosa in più, sarebbe da ipocriti non dirlo. Le troppe aspettative non ci hanno permesso di giocare bene, soprattutto nel primo tempo: vincere oggi contro l’Andria avrebbe significato porsi a tre punti e pensare anche ad una salvezza diretta. Nella prima mezz’ora abbiamo praticamente ignorato la fascia sinistra, Bonomi era sempre solo ma abbiamo peccato nella lentezza del giro palla anche perché loro facevano tanta densità quando Nocentini era in possesso del pallone. Ma, a prescindere dal primo tempo, che ammetto essere stato non all’altezza di quello che avevamo previsto, anche per l’assetto molto coperto nella fase centrale dell’Andria, nel secondo tempo avremmo potuto far gol in alcune occasioni, soprattutto con il tiro di Corsetti e sul calcio d’angolo finale, dove i nostri due difensori e Bernardo hanno solamente sfiorato il pallone. Se non si fosse infortunato Arcuri, probabilmente nell’ultimo quarto d’ora avrei rischiato anche la carta Konan.

Nella prima frazione di gioco non abbiamo avuto la capacità di rischiare: quando eravamo in possesso di palla l’Andria pressava alto, costringendoci a buttare il pallone, quando io, invece, ho sempre chiesto un gioco fluido con palla a terra anche dalle retrovie. Dobbiamo sempre ricercare il gioco sin dall’inizio.

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La squadra comunque è stata viva, non ha mai mollato, neanche dopo l’espulsione di Di Nunzio, quando, con Beati centrale, ho visto comunque che i ragazzi hanno continuato ad andare avanti, con la speranza di realizzare questo sogno all’ultimo istante: questa determinazione, il non accontentarsi anche ad un minuto dalla fine, è un aspetto positivo. In generale, comunque, l’Andria non ci ha mai messo sotto, anzi, è stata costretta a giocare spesso con lanci lunghi sfruttando i centimetri dei suoi uomini. Anche per questo ho scelto di schierare Kostadinovic, che oltre ad aver sempre giocato nel 3-4-3 in passato, ha un fisico prestante. Lui, insieme all’altro giovane, Fusar Bassini, deve ancora integrarsi bene nei meccanismi della squadra. 

Oggi abbiamo giocato con il 3-5-2, come nel secondo tempo di Prato, che in fase di possesso doveva diventare 3-4-3 o 3-4-1-2, con Guitto che partiva da interno, ma pronto a diventare terzo attaccante, in quanto a mio avviso è un trequartista e non un centrocampista, Beati ed Esposito centrali e Kostadinovic e Bonomi prima e Arcuri poi, con funzioni di centrocampisti esterni. In questo modo abbiamo una copertura maggiore, viste le difficoltà espresse in passato, e allo stesso tempo la possibilità di fare più male agli avversari: questo assetto non ci ha favorito nel primo tempo. Nel secondo tempo, invece, con gli ingressi di Corsetti e Bernardo ci siamo schierati con quattro attaccanti. Rispetto al Latina non ho rinunciato ad una punta, questo assetto tattico ha una sua logica, anche se il loro denso centrocampo a tre ha impedito a Guitto e Tortolano, come successo al primo domenica scorsa a Prato e all’altro nella sfida casalinga con il Latina, di trovare il pallone tra le linee. Per questo posso dire tranquillamente che non è vero che la squadra ha avuto timore di giocare.

Rispetto alla gara di Prato, c’è stato un rendimento inferiore da parte di alcuni singoli. Sono convinto che, senza attenzione, determinazione e concentrazione, non si va da nessuna parte: non possiamo permetterci cali di rendimento.

Ma guardiamo anche ad un aspetto positivo: 20 giorni fa eravamo ultimi in classifica, adesso siamo terz’ultimi ed anche oggi abbiamo guadagnato un punto su Barletta e Carrarese.

Adesso abbiamo una settimana di riposo. Conto di recuperare Arcuri, soprattutto perché a Viareggio mancheranno Di Nunzio ed Alessio Esposito, che era diffidato. Con altri allenamenti nelle gambe e quindi con una maggiore conoscenza reciproca abbiamo maggiori possibilità di crescita.

I mugugni del pubblico a fine gara fanno parte della normalità. Ai nostri tifosi, comunque, voglio fare un applauso perché ci sono stati molto di aiuto durante la gara. Per questo al fischio finale ho voluto fortemente che la squadra li andasse a ringraziare.”

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