Un anno in bianco e nero con la luce El Sharaawy

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Foto Franco Romano

I Maya non ci sono arrivati, gli sceicchi neppure: il fair play finanziario quello non è proprio arrivato. E dunque, niente fine del mondo, niente fine del pallone: sebbene vedere un 2012 che inizia con Ibra, Thiago Silva e Pato, nel Milan e finisce con Pazzini e Acerbi non è il massimo. Non è certo una catastrofe da ascrivere al solo 2012: la periferizzazione del pallone italico era in atto da molto. Eppure i colpi sono stati parati: c’è una Juve forte che si è ripresa la scena, in Italia e forse anche in Europa. Merito a chi ha messo su un buon parco calciatori, non stellare, buono, e specialmente a chi li ha messi in campo e fatti giocare uno per tutti tutti per uno.  Uno scudetto inatteso e una Supercoppa un bel po’ macchiata fanno comunque onore. Il prossimo arriverà, quasi senza dubbio. Inconsistenti le rivali: nella prima parte dell’anno solare il Milan, di gran lunga più forte, ha ceduto il trono senza neanche ribellarsi troppo, nella seconda il deserto: una Inter incostante e schizofrenica non offre garanzie. Il Napoli non ha i numeri, inutile nasconderlo.
Certo, c’è una Coppa Italia vinta di mezzo, primo trofeo dopo oltre vent’anni: onore al merito, ma senza enfatizzare ciò che non c’è. Colpevole una politica iperaccorta: entrano danari sonanti tra Champions e cessioni eccellenti, escono spiccioli, talvolta ben investiti (vedi Behrami e Gamberini) ma comunque non sufficienti a realizzarsi un vestito da nobile. C’è la nazionale, e un secondo posto agli Europei: inatteso, bello, ma illusorio. C’è ben poco, oltre al gruppo e due fuoriclasse al tramonto, per quanto il tramonto possa essere magnifico, si legga Pirlo, c’è poco. Eterne promesse eternamente non mantenute, vedi Montolivo e Cassano, buoni gregari e poco altro. Ma in Italia i raggi di sole non possono mancare:  e ce n’è stato  uno splendido, in grado di riscaldare anima e cuore, nel 2012: si chiama Stephan El Sharaawy, cresta da bullo scarpini da artista, sfrontato a 20 anni a mandare a casa Pato e fare più goal di mister sessantaquattromilionidieurosevoleteprendervelo, mister 88goalinduestagioniemezzo, Edinson Cavani.
Viene dalle piramidi, parla mezzo savonese:  italiano 2.0 dunque. Un bel manifesto per il 2013.

Cristiano Vella

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error: Stai cercando di copiare il testo di questo articolo? Ovviamente non hai il permesso per farlo, ma ti ritieni un grande giornalista... in fondo pensi di cambiare qualche parola, di toglierne qualche altra ed hai risolto. Appartieni anche tu a qualche importantissima testata locale che fa centinaia di visite sulla pelle di chi lavora? Magari vieni anche pagato, complimenti!!! Sei proprio un furbacchione tu ed il tuo direttore che te lo permette, abbiamo fatto in modo di renderti il lavoro un po\\\' arduo, abbiamo deciso di farti applicare 1 minuto in più per copiare!!!