Sorrento, parla Bucaro: “L’arbitro ha utilizzato due pesi e due misure”

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Giovanni Bucaro (foto Penna)Non trova pace Giovanni Bucaro. Il boccone amaro del pareggio maturato nei secondi finali del quinto ed ultimo minuto di recupero proprio non riesce a mandarlo giù. Con un filo di voce e con negli occhi la rabbia di chi si è visto privare di una vittoria dalla grandissima importanza, il tecnico palermitano analizza in sala stampa la gara dei suoi ragazzi, non risparmiando una stilettata alla direzione di gara del signor Chiffi di Padova, reo di non aver fischiato un netto calcio di rigore a Guitto e di aver sorvolato su un fallo di mano di Rogero, da cui è scaturito il fallo da rigore di Bonomi, decisivo ai fini del 2-2

Nel dettaglio, queste le dichiarazioni dell’allenatore dei rossoneri:

“E’ la terza volta, la seconda consecutiva, che vediamo sfumare all’ultimo istante un risultato importante per un’ingenuità. In quest’occasione, però, la rabbia è maggiore perché eravamo davvero ad un passo dalla vittoria. Subire il pareggio a dieci secondi dalla fine fa davvero male, soprattutto dopo che vengono assegnati cinque minuti di recupero: con sei sostituzioni e la mia espulsione, quattro minuti erano sufficienti. Lo ripeto, è un vero peccato, perché si vedeva che la squadra aveva voglia di cogliere questi tre punti: a fine partita non ho potuto fare altro che fare i complimenti ai ragazzi perché hanno avuto coraggio.

Eravamo partiti abbastanza bene, andando vicino al gol con Arcuri e Bernardo, la squadra era viva come nelle ultime partite, poi il loro vantaggio ci ha colpito nel morale e siamo andati in confusione, soprattutto perché, vista la nostra situazione di classifica, reagire è molto difficile. Nel secondo tempo, poi, abbiamo ribaltato completamente la situazione, gestendo bene il vantaggio visto che il Frosinone, a parte un colpo di testa, dopo il 2-1 non ha più tirato in porta. E’ vero che avevamo degli spazi importanti per andare a chiudere la partita, ma non l’abbiamo fatto per paura di scoprirci: avessimo avuto una classifica migliore, probabilmente li avremmo sfruttati meglio.

Mi dispiace sottolineare ancora una volta che sono stati utilizzati due pesi e due misure da parte del direttore di gara. Nel secondo tempo c’era una rigore grosso quanto una casa su Guitto, il difensore del Frosinone ha preso nettamente la gamba dopo che il nostro centrocampista aveva toccato il pallone: eravamo sul 2-1 e avevamo la possibilità di mettere in cassaforte la partita. Poi ce n’è stato assegnato uno contro, che c’era, ma sull’azione Rogero si porta avanti il pallone con una mano. Purtroppo qui è facile per gli arbitri sbagliare sempre a nostra sfavore, perché a Sorrento siamo sempre molto ospitali, ma purtroppo nel calcio vince sempre chi non è per bene. Sia chiaro, però, che non è rivolto al Frosinone questo pensiero.

L’ingresso di Schenetti dalla panchina è una mossa studiata: la sua velocità e la sua ottima capacità di vedere la porta sono state armi importanti per ribaltare il risultato. Con la sua entrata in campo siamo passati di nuovo al 4-3-3, un modulo in cui il gioco ci riesce meglio ed infatti la partita dopo questo cambio è subito svoltata. In questo modo abbiamo attaccato molto alto, costringendo il Frosinone ad abbassarsi. La scintilla forse è scattata in quelle situazioni di perdita di tempo degli avversari. In generale, anche con assenze importanti come Di Nunzio e Corsetti, abbiamo fatto un’ottima partita contro quella che fino ad oggi è stata la seconda forza del campionato. Bernardo ha dato tutto quello che aveva, l’ho sostituito con Roberto Esposito che ha caratteristiche diverse rispetto a quelle che occorrevano in quel frangente, quando era importante tenere palla.”

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