E’ sempre il solito Sorrento: bello, ma allergico al gol…

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Determinate Generoso Rossi in occasione di questo intervento su Ciofani (foto Pollio)

Tonico, pimpante ma…inconcludente. E’ sempre la stessa, identica, storia. Il Sorrento gioca bene, mette alle corde l’avversario ma non riesce a finalizzare l’enorme mole di gioco creata.

Un po’ per sfortuna, un po’ per la bravura del portiere avversario di turno e un po’ per i soliti errori macroscopici al momento di concludere. Dal mix di questi fattori esce fuori lo 0-0 maturato tra le mura amiche dello stadio “Italia” contro il Perugia di Camplone. Un punto che di fatto serve solo ad evitare l’ultima piazza in condominio con Carrarese e Barletta visto che l’undicesima piazza, l’ultima utile per evitare i play-out, resta sempre lontana sette lunghezze, nella speranza che il Benevento, nel posticipo casalingo col Frosinone, non faccia punti. Insomma, c’è poco da sorridere.

Eppure qualche piccolo passettino in avanti si è visto. Contro un Perugia sfilacciato e in crisi d’identità, il Sorrento ha giocato con ordine e diligenza, concedendo poco e manovrando bene. Merito anche del 3-5-2, che Bucaro ha riproposto dopo la sconfitta di Pisa. Il modulo che tanto va di moda in Italia nell’ultimo periodo sembra aver dato nuova linfa ai rossoneri. Con la giusta distanza tra le linee, i costieri hanno interpretato magnificamente i dettami di Bucaro, chiudendo tutti gli spazi all’estro degli umbri. A parte un paio di interventi decisivi del rientrante Rossi, nati comunque da azioni confuse, il Perugia dei vari Ciofani, Rantier e Politano non ha mai punto la difesa rossonera. Il trio difensivo composta da Balzano, Nocentini e capitan Di Nunzio ha ben figurato grazie anche all’aiuto dei due esterni Alessio Esposito e Bonomi che rispettivamente a destra e sinistra hanno fatto bene il lavoro di copertura, peccando però in fase offensiva.

Qui, infatti, cominciano le dolenti note. A partire dai due esterni per finire ai tre “over” di centrocampo, l’apporto in fase offensiva non è sembrato ancora sufficiente. Sia per il giovane Esposito che per il veterano Bonomi, entrambi comunque molto volitivi, il cambio di passo e il dribbling sembrano essere optional non contemplati. Col risultato che, nelle poche discese degne di nota, il pallone sul fondo ci arriva col contagocce, con la difesa perugina degli “armadi” Russo e Jefferson che ha vita facile nel far propri i tanti cross dalla trequarti. Non è andata meglio neanche a Beati ed Arcuri, i cui sporadici inserimenti non hanno mai dato i frutti sperati. Tra i due ci ha provato di più Beati, che s’è impegnato anche in fase di palleggio. Lì dove è mancato soprattutto Zanetti, l’uomo incaricato di prendere per mano la squadra e portarla verso la meta. Spesso impreciso nei lanci a cercare la profondità di Corsetti (la via che il Sorrento ha cercato più spesso per aggirare la robusta difesa umbra), l’ex Torino, poco rapido nel far girare la palla per aprire il bunker di Camplone, non è riuscito a cambiare ritmo all’azione della squadra.

Al suo posto ci ha provato l’ottimo Guitto, che dopo i primi minuti in ombra, s’è caricato la squadra sulle sue deboli, per conformazione fisica, spalle. Scheggia impazzita tra la linea di centrocampo e quella di difesa del Perugia, Guitto ha fatto, e bene, da raccordo tra l’unica punta Corsetti e il resto della squadra. Sempre nel vivo dell’azione, l’ex Empoli è stato l’unico a dare l’impressione di poter calare il coniglio dal cilindro. Almeno fino a quando, dopo l’espulsione di Rantier, che ha permesso ai rossoneri di giocare l’ultimo quarto d’ora in superiorità numera, Bucaro l’ha tirato fuori dalla mischia per Schenetti. La paura di perdere equilibrio e di offrire il fianco all’avversario ha frenato la voglia di vincere del Sorrento che forse, con il trio d’attacco Guitto-Corsetti-Schenetti avrebbe potuto far più male ai perugini. Che, nonostante il “braccino del tennista” del tecnico costiero, ha comunque rischiato di capitolare sul guizzo allo scadere di Corsetti, il cui sinistro è stato deviato sul palo e poi in angolo da Koprivec. Una magra consolazione, soprattutto pensando all’errore macroscopico dello stesso (adattato, è bene sempre ricordarlo) attaccante di Velletri, che nel primo tempo, imbeccato da uno dei pochi lampi di Zanetti, ha calciato debolmente un pallone tra le braccia dell’estremo difensore avversario dall’interno dell’area piccola. Lo stesso portiere sloveno che successivamente, nella seconda frazione di gioco, s’è inventato una parata miracolosa su un colpo di testa di Guitto, trovatosi solo in area dopo un cross di Bonomi deviato da un difensore umbro.

Nell’ordine, quindi, sfortuna, errore del singolo e bravura del portiere. Proprio come sopra. Proprio come sempre. Per un Sorrento troppo “allergico” al gol e, di conseguenza, alla vittoria.

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