Sorrento: Dopo quattro gare un bicchiere a metà

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Per Bucaro c’è ancora lavorare, il cantiere Sorrento resta aperto (foto Pollio)

E’ trascorso solo un mese dal primo fischio d’inizio ed il Sorrento ha ottenuto 4 punti su 12 disponibili. Un cammino che ha evidenziato come il percorso che porta alla salvezza non sarà privo di difficoltà.
Se si guarda il bicchiere alla fine risulta a metà. La squadra sembra all’altezza, ma paga la rovente estate delle trattative.
Garantire l’iscrizione alla C1 è stato un piccolo grande sacrificio per gli imprenditori locali che sono giunti in soccorso del sodalizio di via Califano dopo la scelta di Gambardella di lasciare.
Un mercatino delle pulci. Si è badato allo spillo per far fronte alle necessità. Nessuna colpa specifica, ma  il bisogno di far quadrare i conti ha costretto il ds Avallone a piazzare i colpi sono nel finale.
Nove acquisti dal 29 al 31 agosto non sono pochi, ma evidenziano che l’amalgama non è delle migliori.
Un terzo sui punti totali a disposizione devono essere di stimolo non un semplice punto di partenza.
Il tempo dell’opulenza è finito. Sarà un campionato in cui servirà lottare, sudare su ogni singola palla.

I rossoneri puntano molto su Alessandro Cesarini (foto Pollio)

In casa c’è maggiore personalità, ma in trasferta si balbetta. Aver avuto una proroga per giocare all’Italia è si sta dimostrando di vitale importanza.
Il sintetico si sta manifestando determinate. I rossoneri sono due facce di una stessa medaglia. Belli, pimpanti e vibranti tra le mura amiche quanto timorosi lontano dalla costiera.
Paganese e Latina sono compagini toste. Non essere stati travolti la base su cui ripartire. L’esperienza ha avuto la meglio sulla spensieratezza della giovane età.
Gubbio e Carrarese hanno testato con mano come in casa i rossoneri siano di un’altra pasta. Compatti, vogliosi e determinati hanno dato prova di essere un gruppo che sa come conquistare quello che vuole. Le caratteristiche fanno del Sorrento una compagine in fase adolescenziale alla quale si perdona qualche errore, ma a cui serve il pugno fermo di un padre attento, ma determinato.
La realtà è che l’equilibrio specchio fedele degli organici costruiti in Lega Pro presuppone che si dovrà invertire e presto la tendenza fuori casa.
A Pagani nel momento in cui le redini erano nelle mani di Beati e compagni il secondo gancio al mento targato Fernadez ha mandato in frantumi i piani di rimonta. Nel Lazio troppo poco quanto fatto.
Il tempo è dalla parte di Bucaro. Continuare a lavorare sodo evitare di guardarsi allo specchio come spesso accade dopo le buone prestazioni casalinghe è d’obbligo per un roster sbarazzino come quello costiero.

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