Sorrento, un piccolo passo per la salvezza, un grande passo per il morale

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Francesco Di Nunzio e Simone BonomiUn piccolo passo per la salvezza, un grande passo per il morale. Scomodiamo e rivisitiamo il pensiero del compianto Neil Armstrong per riassumere in poche battute la prima vittoria in campionato del Sorrento allenato da Giovanni Bucaro. Sono tre punti pesanti, pesantissimi, quelli colti dalla compagine rossonera contro la Carrarese del patron Gianluigi Buffon. Innanzitutto, perché i toscani sono una delle dirette concorrenti per la lotta alla salvezza. E vincere uno scontro diretto, anche se solo alla terza giornata, è sempre un toccasana, specialmente in un girone imbottito di corazzate in cui spuntano, giornata per giornata, anche outsider che non t’aspetti.

Questi primi tre punti della stagione, ampiamente meritati per quello che si è visto sul rettangolo di gioco, aiutano anche e soprattutto a risollevare il morale dello spogliatoio e dell’intera piazza costiera, rimasta troppo scottata dalla sconfitta senza appello sul campo della Paganese. Da martedì si potrà tornare a lavorare in vista della delicatissima trasferta di Latina col sorriso stampato sul volto e con un paio di certezze in più. Innanzitutto, Paolo Zanetti. Non scopriamo di certo la Luna a dirlo, ma al momento il top player del Sorrento è lui. E non solo per la punizione magistrale con cui ha rotto gli equilibri del match e scacciato i fantasmi di un’altra partita senza segnare goal che aleggiavano nei dintorni dell’impianto di via Califano. L’intelligenza tattica di Zanetti è indispensabile nell’economia del gioco rossonera. La sua visione di gioco, unita ai continui inserimenti dei centrocampisti e dai tagli degli esterni offensivi, sono stati e saranno l’arma in più di questo Sorrento. Ne sanno qualcosa i mediani della Carrarese, imbattutisi contro un baluardo dal piede fino che, seppur non al top della condizione, ha incantato con il pallone incollato allo scarpino.

Di sicuro, però, l’inventiva di Zanetti non basta. Occorre essere maggiormente prolifici perché, il risultato non inganni, il Sorrento ha ancora una volta faticato maledettamente prima di depositare la sfera in rete: 65 minuti, per di più in superiorità, per gonfiare il sacco sono troppi. I meccanismi offensivi non sono ancora ben oleati e soprattutto manca chi possa inventare la giocata e piazzarla dentro. Bucaro lo sa, ed infatti, dopo i primi esperimenti contro Gubbio e Paganese, ha di nuovo mischiato le carte, proponendo Arcuri esterno offensivo a destra. Un esperimento mal riuscito perché l’ex Avellino non ha il passo dell’ala e soprattutto manca di freddezza sotto porta. Quella che manca anche a Cesarini, che anche stavolta si è sbattuto tanto, ha rifinito bene ma ha concluso poco e spesso fuori misura. Difetti piccoli ma importanti, i quali però, se limati, potrebbero anche far cambiare volto alla stagione.

Perché il quadro attuale, lo ripetiamo, è tutto sommato tranquillo: per di più anche la classifica comincia a farsi meno traumatica, favorendo il lavoro dell’allenatore. Il quale, nonostante abbia avuto il gruppo al completo solamente poco più di due settimane fa, ha già inculcato buona parte dei suoi dettami. Innanzitutto nel reparto dei centrocampisti, dove, oltre al già citato Zanetti, con Guitto e Alessio Esposito si è intravisto quel dinamismo e quella personalità tanto cara al trainer costiero. Se, infatti, il classe 1994 Esposito si può ormai quasi definire una certezza, soprattutto per l’impegno che ci mette, l’altra sorpresa di giornata è stato proprio Roberto Guitto: veloce, frizzante, l’ex Empoli ha scombussolato la difesa carrarese con i suoi continui inserimenti centrali. In più Guitto ha un piede niente male: il pallone a Corsetti, atterrato da Bagnai con relativo rosso, gliel’ha servito lui, col contagiri.

Assist strappa applausi, come la prestazione dell’intero pacchetto difensivo, portiere compreso. Balzano, dopo la prestazione negativa di Pagani, si è subito ripreso anche se non è stato eccellente. Idem per Bonomi, mai in difficoltà se non su qualche calcio piazzato, dove non è sembrato molto reattivo. I due centrali Di Nunzio e Nocentini, invece, sono ormai una garanzia: con loro dietro, Bucaro può dormire sonni, quasi, tranquilli. E poi Polizzi, che di interventi importanti non ne ha fatto nessuno (perché la Carrarese pericolosa non si è mai resa) ma che ha dimostrato d’interpretare al meglio i compiti impartitigli dall’allenatore: bravo e coraggioso nelle uscite, la sua presenza si sente sia nell’area di rigore che oltre.

Da tutto questo bisogna ripartire, evitando, possibilmente, di salire sulle montagne russe come successo contro la Paganese. Il volto del Sorrento visto oggi tutto sommato è piaciuto. L’altro volto, quello timido e senza idee, si spera sia rimasto chiuso negli spogliatoi del “Marcello Torre” di Pagani. Perché, anche con un piccolo passo alla volta, l’obiettivo, alla lunga lo si raggiunge. Con uno avanti ed uno indietro, invece, la situazione potrebbe anche complicarsi…

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