Sorrento, Cesarini e quella somiglianza a Paulinho che fa sognare i tifosi

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Alessandro CesariniAl suo ingresso in campo, in tanti, sia dalla tribuna che dalla curva, hanno trattenuto il fiato. Altri, al primo controllo di palla, rigorosamente con l’esterno, hanno cominciato a stropicciarsi gli occhi. Agli ultimi, quelli meno attenti, è servita la prima progressione col pallone tra i piedi per capire che i primi avevano ragione: Alessandro Cesarini, il nuovo attaccante del Sorrento arrivato in prestito con diritto di riscatto dallo Spezia, ha una somiglianza mostruosa con Paulinho, il bomber che due anni fa ha trascinato a suon di gol il Sorrento ai play-off.

Dalla capigliatura alla corporatura, passando per le caratteristiche tecniche, sono tanti i punti in comune tra l’attaccante nativo di Sarzana ed il brasiliano che ormai da due anni sta facendo le fortune del Livorno.
A colpire l’attenzione dei tifosi è stato subito il taglio dei capelli: Cesarini ha una chioma folta e castana, che raccoglie all’indietro e tiene ferma con un nastro nero. Proprio come Paulinho nel primo anno rossonero. Successivamente il brasiliano cambiò look e passò all’acconciatura chignon (“a cipolla”), ripiego che, sbirciando tra le foto del profilo di Facebook di Cesarini, notiamo essere, almeno fuori dal campo, di gradimento al neo-rossonero.

Dopo il primo impatto della capigliatura, i tifosi hanno avuto un nuovo flash-back in seguito al primo controllo del pallone dell’ex Spezia, subentrato a Zantu a metà ripresa di Sorrento – Gubbio. Uno stop di esterno, con la sfera domata in un attimo mentre il corpo era già rivolto verso la porta avversaria: un colpo alla Paulinho, che dei suoi stop acrobatici ne fa il marchio di fabbrica.

Come il brasiliano, infine, nello scorcio di partita disputato, Cesarini ha dimostrato di possedere la progressione: con la sfera incollata al piede è quasi imprendibile, soprattutto nello stretto, dove fa valere le immense doti tecniche che ha nel suo repertorio di trequartista. Trequartista proprio come il brasiliano di Caxias do Soul che arrivò in penisola tre anni fa presentandosi come numero 10 dai colpi ingrigiti: fu Gianni Simonelli ad intuirne le potenzialità di bomber, facendolo agire da prima punta. Mutazione che Cesarini ha già ampiamente metabolizzato dopo aver giocato da “puntero” tutta la passata stagione con il Viareggio: anche quest’anno, con Bucaro, gli toccherà vestire i panni dell’attaccante, anche se il tecnico palermitano al suo centravanti richiede un lavoro diverso da quello standard, ovvero tanto movimento e poca staticità, un po’ come il Totti versione Spalletti.

Dalla posizione in campo si passa ai numeri: impietosi quelli di Paulinho prima dell’approdo in penisola (quattro gol in cinque stagioni), sicuramente migliori, invece, quelli di Cesarini, che viaggia ad una media di cinque centri a campionato tra i professionisti. Forse pochi per chi dovrà sopportare sulle spalle il peso dell’attacco rossonero, sicuramente tanti se rapportati a quelli del campione brasiliano.

Per adesso le analogie terminano qui. Ma i tifosi sognano: dopo la capigliatura, lo stop e le progressioni, l’ultimo step per assomigliare definitivamente a Paulinho rimane quello dei gol: 38 ne ha segnati il brasiliano in due anni. Tanti, tantissimi per tutti. Ma forse non per il Cesa, che con la “10” sulle spalle magari troverà l’ispirazione giusta…

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