Assen, Sachsenring, Mugello: il commento di Morciano

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Morciano commenta il tris Assen, Sachsenring, Mugello in Moto3

Meta – Assen, Sachsenring, Mugello: l’università del motociclismo, il meglio che i circuiti mondiali possano offrire in quanto a tecnica e spettacolo. Dopo il trittico di gare in tre settimane Gigio Morciano racconta le sue sensazioni: rispetto all’inizio del campionato il pilota residente a Meta riesce a concludere le gare, quasi mai al meglio ma l’impegno e la grinta non mancano: «In Olanda ho potuto fare due turni su sei, purtroppo ho rotto il motore il venerdì. In gara contava guidare forte e ho affrontato alcuni curvoni in pieno – racconta – dove di solito è difficile. Nel passo gara ho corso solo un secondo dietro Vinales ma non sono purtroppo riuscito a passare più avanti». Anche al Sachsenring i problemi tecnici  hanno caratterizzato la corsa di Gigio: «Gara mezza bagnata prima della quale abbiamo cambiato il nostro nono motore – spiega l’anziate – dopo la rottura di Assen: abbiamo avuto problemi di carburazione in prova e in gara dopo essere partito dalla pitlane per aver superato il numero di motori disponibili sono arrivato a Tonucci fin quando la moto non è diventata inguidabile, ma sono riuscito a tenere dietro Fenati». I segnali positivi cominciavano a fare capolino, ma al Mugello la storia è stata diversa: «Al Mugello abbiamo affrontato un problema di potenza – continua Morciano – mentre Folger aveva la moto più a posto. Anche lì siamo partiti dalla pit lane e ho affrontato la curva dell’Arrabbiata in pieno, di solito lì si chiude il gas, quindi qualcosa non andava». Il punto fermo di Morciano per le prossime gare è quindi Assen, dove i tempi in pista non si discostavano troppo da quelli di Vinales, candidato numero uno al mondiale e che anche nel momento di intenso lavoro per Gigio rimane il riferimento principale: «Ho preso un secondo con la Ioda quando l’anno scorso prendevo un secondo e mezzo da Terol con la RSV Aprilia – rivela -. Poi vedi che sul bagnato al Sachsenring riesci a stare al passo con i primi e la voglia di lottare davanti aumenta». Tanto lavoro, che comincia a mostrare qualche frutto ancora acerbo, per i meccanici Ioda: «I meccanici lavorano fino a notte tarda – conclude il pilota del Team Italia -, qualcosa migliora ma siamo ancora lontani, finiamo le gare ma conta come le finisci e non se le finisci, ora dobbiamo cercare di finirle bene».

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