Da Simonelli a Ruotolo il risultato non cambia

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Foto Pollio

Sorrento – E’ andata così. Ancora una volta termina in semifinale il cammino del Sorrento nei play-off di Lega Pro. A Carpi la squadra costiera ha dimostrato il proprio valore come spesso le accaduto quest’anno quando si è trovata spalle al muro costretta a dare il meglio di se stessa.
Pazienza in finale va la compagine emiliana cinica al punto giusto da saper azzannare la preda quando ne ha avuto l’opportunità.
La rivoluzione di luglio non ha pagato. La fiducia incondizionata a Sarri non è stata utile. Demerito anche della società che ha ceduto su tutta la linea componendo un gruppo troppo Alessandria dipendente e che non ha rispettato le aspettative, ma esautorato troppo presto dalla società dopo il pari interno col Pavia.
Il fallimento simonelliano dello scorso maggio con il Verona non ha portato i frutti sperati e i tifosi per quanto molto vicini alla squadra devono mordere il freno e sperano di non vedere materializzarsi lo spauracchio di un nuovo mese di angoscia.
Il passaggio svolta di dicembre da Sarri a Ruotolo fortemente avallato anche dal main sponsor Msc non ha portato i frutti sperati. Il livello di gioco è calato, ma è aumentata la cattiveria agonistica con cui i costieri sono scesi in campo anche se partite come Spal e Foligno hanno condannato il Sorrento a vedere la finale solo dalla tv.
Ci saranno nuove rivoluzioni? Beh questo non si sa. L’aria che tira è quello di un nuovo repulisti, mentre sarebbe consigliabile ripartire da chi ha le spalle larghe e la voglia di sposare ancora la causa Sorrento anche perché, se ci sarà il prossimo anno, si giocherà lontano dalla Penisola e la stagione che si prefigura sarà ancora più dura.
La palla adesso passa all’amministrazione comunale che deve mantenere le promesse fatte, manifestando con i fatti che lo stadio si farà per la città, per la squadra e per i tifosi.

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