Il peso di un’assenza

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Il buon padre di famiglia è quello che storicamente dà l’esempio ai propri figli; cosa fare nella necessità, perché scegliere una strada al posto di un’altra, impartire ordini, dare consigli, ma a Sorrento o almeno per chi dirige la cosa pubblica della Città del Tasso non è così.
Non si tratta di colori di una maglia, non si tratta di tifo per la propria squadra del cuore, ma si tratta anche di rispetto verso la propria città, verso i tifosi che la rappresentano e verso chi alle elezioni fa parte di quell’elettorato attivo che crede alle promesse fatte in campagna elettorale.
Il sindaco Giuseppe Cuomo e parte della sua maggioranza, ieri, hanno fatto la propria scelta. Infatti, i posti riservati all’Italia sono andati deserti. Il motivo? Il primo cittadino era all’Olimpico di Roma per vedere il Napoli.
Dirigente negli anni novanta e pronto, almeno come sembra, a ristilizzare l’impianto di via Califano  riuscirà nel suo intento. L’assenza non è passata inosservata e gli già scettici supporter costieri daranno fiducia alle parole della massima carica politica locale sul restyling dello stadio.
Sanare una crisi societaria estiva e poi marinare il più importante impegno della stagione sa tanto di controsenso. Le male lingue già parlano e hanno emesso la sentenza: “Qui non si vuole andare da nessuna parte”.
Riuscire a trattenere il calcio professionistico a Sorrento una seconda volta in estate sarebbe davvero improbo, ma senza lavori, impianto e decoro la seconda chance potrebbe non verificarsi.
Il buon esempio per il sindaco sarebbe essere presente al Cabassi di Carpi domenica prossima non per condurre il Sorrento alla gloria, ma per dare l’esempio, nel bene e nel male. Per rappresentare una città conosciuta nel mondo per la bellezza della sua terra della quale si è primo cittadino sempre.

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