Tutti i mali del Sorrento

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Sorrento – In principio, furono i pali e le traverse. Poi venne la volta del prof. La Penna, il preparatore atletico. A ruota seguirono le lagnanze sui metodi di lavoro di mister Sarri e della sua cura maniacale di ogni minimo particolare dell’avversario di turno. Ancora, il pubblico che non dà stimoli e che quando si ‘sveglia’ e contesta esce fuori dalle righe, le ‘odiate’ giacchette nere e ultimi (speriamo) quei cattivoni dei giornalisti locali, alimentatori di inutili tensioni.
Eccole qui, in ordine rigorosamente temporale, le cause di tutti i mali (?) del Sorrento 2011/2012. O, se volete, le cause scatenanti quella ‘sindrome da accerchiamento’ (o ricerca di alibi?) che puntualmente si manifesta nei calciatori rossoneri ogni qual volta si ci impantana in un periodo negativo. Capitan Vanin e compagni soffrono di un male comune nel mondo del calcio (il condottiero Mourinho è il paziente più frequente) che a volte serve anche a cementare il gruppo ma, troppo spesso si rivela come un boomerang, perché camuffa gli errori. Ovvero la base da cui ripartire, ancor prima delle vittorie, per migliorare e migliorarsi.
Ad inizio campionato, dicevamo, fu la Dea Bendata a mettersi di traverso sulla strada dei rossoneri: i 20 e più legni colpiti durante la gestione ‘Sarriana’ sono un dato inconfutabile ma, se è vero che un palo è quasi gol, è vero anche che il legno è sinonimo di un tiro sbagliato. Poi, sul banco degli imputati finì Raffaele La Penna. Il preparatore atletico rossonero fu tirato in ballo indirettamente dalla squadra nel confronto al chiuso dello spogliatoio con una delegazione di tifosi il martedì successivo alla gara persa in casa contro il Lumezzane . ‘Le gambe non girano’ fu la scusante più ricorrente. Chiaro il gioco dello ‘scaricabarile’ sul povero prof, che infatti quel pomeriggio abbandonò l’impianto di via Califano più scuro in volto che mai.
Risolta la questione atletica, nel giro di pochi giorni anche l’altro ‘problema’ (almeno per una parte dei diretti interessati) fu sistemato. Con l’esonero di mister Sarri dopo la nefasta trasferta di Vercelli. Mister 33 schemi, maniaco ineguagliabile dello studio della formazione avversaria, fu accusato di imbrigliare troppo la squadra, obbligandola ad un tatticismo esasperato che ne limitava la qualità e la personalità. Situazione avallata soprattutto dai calciatori che, ai taccuini dei giornalisti, hanno sempre rimarcato che, con l’avvento di mister Gennaro Ruotolo, la squadra poteva esprimersi con più libertà. Libertà che ha giovato ai rossoneri, vista la serie di risultati utili inanellati nel primo periodo dell’allenatore di Santa Maria a Vico. Fino alla maledetta trasferta di Taranto, col Sorrento (in 10 per l’espulsione a Di Nunzio, dopo un maldestro errore di Nocentini…) ‘scippato’ del pareggio dall’assurda decisione del signor Cifeli di Campobasso di annullare prima e convalidare poi, dopo quasi cinque minuti, il gol dell’1-0 messo a segno da Di Deo. Dalla trasferta pugliese in poi (spesso a ragione, ma anche a torto, vedasi la clamorosa ingenuità di Romeo a Foligno) il Sorrento si è sentito defraudato dalla classe arbitrale, rea di sbagliare sempre in sfavore dei costieri. Fermo restando la convinzione che nulla sia premeditato (anche perché, se si fosse convinti di ciò, sarebbe inutile continuare a giocare) e che gli episodi sfavorevoli siano frutto solo di errori tecnici degli arbitri, resta il fatto che, con un pizzico di convinzione e di voglia in più il Sorrento avrebbe potuto vincere anche in quelle partite dove di traverso ci si sono messi anche i direttori di gara di turno. Finita? Macchè. Oltre agli arbitri, i cattivi sono anche i giornalisti locali, accusati di aver creato tensioni inutili nell’ultima settimana, riportando la notizia della panchina traballante di Ruotolo dopo la sconfitta di Carpi. Notizia, è bene ricordarlo, confermata anche dalla stessa dirigenza rossonera per bocca del vice-presidente Attilio Gambardella. Le bocche cucite del dopo Viareggio torneranno a riaprirsi già da domani visto che il silenzio stampa è rientrato questo pomeriggio. Resta da capire, però, come sia possibile che un blog, qualche sito internet ed un paio di testate possano addirittura influenzare gente che ha calciato i campi della A e della B in piazze importanti, dove la stampa davvero può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Misteri della vita, o della medicina. Per un ‘malato’ che già nel secondo tempo contro il Viareggio ha dimostrato di aver trovato la giusta medicina e di aver smaltito  buona parte delle tossine. Da qui alla fine, però, servirà non ammalarsi più. Ed anche se ritorneranno ad apparire i primi sintomi di questa maledetta malattia occorrerà stringere i denti, per sprintare come si deve in questo finale di stagione. Senza ricadute, perché alla fine della corsa gli alibi non serviranno più.

 

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