Serie A: Ecco i veri valori

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E' sempre più matador Cavani che trascina il Napoli ad Udine (foto Franco Romano)

Si vanno consolidando sempre di più i valori del campionato italiano. Il Milan è la più forte di tutte, e, come ampiamente preventivato all’inizio della stagione, a meno di un clamoroso suicidio calcistico, vincerà il diciannovesimo scudetto. Giocatori come Ibra e Thiago Silva, da soli, sono in grado di spostare gli equilibri in modo nettissimo, anche in assenza di altri giocatori chiave come Pato e Boateng. Più di un gradino sotto la Juventus, che oltre al bel gioco e alla condizione atletica perfetta, ha più enigmi che certezze.
La vena troppo altalenante di Vucinic, i troppi goal falliti in modo clamoroso, e i continui cambi di Conte non fanno bene ai bianconeri: non ha molto senso prendere Borriello per fargli fare una partita da titolare e quella successiva in tribuna, così come bocciare sistematicamente Quagliarella. Tuttavia la larga vittoria contro la Fiorentina è una buona iniezione di fiducia per i bianconeri, reduci da troppi pareggi.
I viola per contro sono una delle delusioni più cocenti delle ultime stagioni: la squadra non è scarsa, e giocatori come Montolivo, Jovetic, Vargas e Gamberini non sono affatto da 4 punti in 7 partite e da zone pericolose della classifica. L’assenza societaria e l’incertezza che regna nell’ambiente però si riflettono sulla squadra, che nemmeno in mano a un ottimo tecnico come Delio Rossi riesce a risollevarsi.
Lotta a tre per la zona Champions: la Lazio, sconfitta dall’ottimo Catania di Montella, sembra in debito d’ossigeno rispetto a inizio stagione, mentre il pari di Udine fa spostare la bilancia a favore del Napoli.
In una partita ormai persa la squadra di Mazzarri riesce a risollevarsi, favorita anche da un arbitraggio non proprio perfetto da parte di Rocchi. Tuttavia non sono clamorosi come a Udine vorrebbero gli errori del fischietto: l’espulsione di Fabbrini, che ha cambiato il match, è ingenerosa, si, ma è più un’ingenuità del giovane ex empolese che dell’arbitro. Completamente inutile andare a tentare di fermare Campagnaro nella sua trequarti così platealmente: il napoletano coglie l’occasione traendo in inganno l’arbitro, ma è il gesto scomposto di Fabbrini a essere decisivo. Difficile invece non dare rigore sul mani in area di Domizzi.
Tra la squadra di Mazzarri e la Champion’s, tuttavia, resta il difficile calendario, che la vedrà opposta, in trasferta, a Lazio e Juventus, oltre che sul difficile campo di Lecce, che però potrebbe già essere retrocessa quando arriverà il Napoli.
Intanto la squadra di Mazzarri mercoledì dovrà provare a ribaltare il risultato di Siena e arrivare in finale di Coppa Italia, alzare un trofeo, il primo dell’era De Laurentiis, non sarebbe male.

Cristiano Vella

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