Sorrento, Gambardella tuona:” E’ uno scandalo che offende la città”

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Va contro tutto e tutti il vice presidente Attilio Gambardella (foto Franco Romano)

Pagani – E’ una furia il vice presidente del Sorrento Attilio Gambardella che di certo non usa il tatto dei soliti giorni e non le manda a dire alla terna arbitrale che ha diretto Taranto-Sorrento.
“E’ uno scandalo clamoroso, che offende un’intera città e vanifica gli sforzi della dirigenza – tuona il dirigente costiero -. Una svista incredibile. Quello che è avvenuto è sconcertante. Una partita fondamentale, importantissima, decisa dalle scelte di una terna arbitrale inadeguata, non all’altezza della situazione. Il gol vittoria del Taranto è palesemente irregolare. Sul calcio d’angolo di Chiaretti, Di Bari riceve palla e calcia verso la porta con il suo compagno di squadra, Mendicino, piazzato in fuorigioco davanti al nostro portiere, Rossi, ostruito nella dinamica dell’azione. Per non parlare del teatrino che è andato in scena dopo la rete. L’arbitro prima ha annullato il gol, poi ha consultato l’assistente e dopo cinque minuti ha rivisto la sua decisione. Un abbaglio ingiustificato che ci danneggia oltremodo. Ci sentiamo defraudati. L’arbitro e l’assistente non hanno avuto personalità e probabilmente si sono fatti condizionare dall’ambiente”
Prima i punti restituiti al Benevento, poi il fattaccio della sera. La classifica che sembra un gioco a disposizione di tutti al di là dei verdetti del campo e la cosa non riesce ad andare giù al vice presidente.
“Quello di ieri sera non è l’unico episodio da censurare e che va contro il Sorrento – spiega Attilio Gambardella -. Stanno capitando cose abbastanza singolari. La classifica sembra un gioco. Si danno e si tolgono i punti come se si bevesse un bicchiere d’acqua. Ridicolo. Questo non è il nostro calcio”.
La chiusura del figlio di Mario Gambardella è un monito per tutto e tutti.
“Tutto ciò ci fa pensare – si lascia andare Gambardella junior -. Se questo è il calcio di Lega Pro meglio farsi da parte. Il Sorrento è una società piccola come bacino d’utenza, ma nel tempo stessa grandissima perché ha programmi, ambizioni, solidità economica, rispetta gli impegni presi. E a differenza di altri non ha alcuna difficoltà a pagare puntualmente gli stipendi. Però viene di continuo presa di mira con evidenti e pacchiane mancanze di rispetto. Negli ultimi due anni la famiglia Gambardella, con l’importantissimo appoggio dello sponsor Msc dell’armatore Aponte, ha fatto fronte a sacrifici molto grandi per ambire ai massimi livelli. Eppure ci sono state situazioni che ci hanno penalizzato e sono sotto gli occhi di tutti. Penso pure ai playoff dell’anno scorso, quando nella gara d’andata al Bentegodi il Verona venne favorito da un rigore inesistente che valse il momentaneo 1-0. Per non parlare della partita interna col Pisa di quest’anno quando fu annullato un gol regolare a Ginestra e subimmo un rigore molto dubbio”.

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