Juve-Milan sfida scudetto…

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Si rivede Cavani (foto Romano)

Sbanca anche l’Olimpico, la Juve di Conte, dimostrando che gli anni dell’immaturità, delle “fighette” che alla prima difficoltà perdono la testa e con lei la partita, sono finiti. Gioca bene questa Juve, e quando non lo fa è anche disposta a soffrire, a ribattere colpo su colpo, ad affondare in contropiede e a chiudersi, per difendere il vantaggio coi denti. Con un buon centrale di difesa, questa squadra può essere davvero da scudetto, sebbene, la favorita rimane nettamente il Milan. Con un Ibra del genere, Pato ritrovato e un vice cassano a gennaio, la squadra di Allegri ha poche rivali davvero accreditate a contenderle il diciannovesimo titolo.
C’è molto da riflettere sul Napoli, non tanto sulle prestazioni: con i superimpegni Champion’s, e la coperta corta di una rosa poco attrezzata e anche falcidiata dagli infortuni, era ovvio ipotizzare un campionato non proprio brillante, almeno nella fase iniziale. E’ un peccato, però, con un paio di grossi calabri la squadra di Mazzarri sarebbe davvero una corazzata in grado di competere su entrambi i fronti.
Come prima accennato, però, la riflessione, in questo particolare momento, non è da focalizzare tanto sui fatti del campo, ma sui brutti episodi vissuti dai giocatori e dalle loro famiglie.
In una città difficile può capitare a chiunque, specie se facoltoso e appariscente, purtroppo, di essere rapinato o derubato, quindi, in mancanza di altri dati, è giusto addebitare al caso le rapine subite a distanza di pochi giorni dalla moglie di Marek Hamsik e dalla compagna del Pocho.
Pensar male però è nella natura umana: è lecito chiedersi se due rapine a mano armata in meno di una settimana siano solo casuali? E’ giusto domandarsi se questi episodi siano da interpretare come una manina che fa “toc-toc” sulla porta del Napoli nel momento più fulgido della nuova era partenopea? Bisognerebbe vigilare su questi eventi: se non fossero frutto del caso e del pessimo momento socio economico italiano in primis e napoletano poi, tanto vale ritornare alle squadrette senza ambizioni. Se il luccichio attrae troppi malintenzionati, tanto vale vendere i preziosi, conducendo un’esistenza più sobria, più modesta, ma meno rischiosa.

Cristiano Vella

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