Napoli 4 su 6 col City è realtà

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Foto Franco Romano

Il Napoli che prende 4 punti su 6 al Manchester City. A settembre, dopo i sorteggi, tale ipotesi sarebbe stata presa come una battuta o una delle classiche illusioni dei più sfegatati tifosi napoletani.
A due settimane dall’ultimo turno della fase a gironi di Champion’s League, invece, la storia dice questo: i petroldollari di Mansour alla lunga possono creare una squadra competitiva ma il prestigio non si compra.
Splendida la squadra di Mazzarri nel dimostrare che non basta spendere 220 milioni per tutti i migliori attaccanti in circolazione: in tutto, il Napoli sarà costato un terzo, ma gioca meglio, è capace di soffrire, e non regala nulla.
Ma in un calcio in cui bussare a denari è molto di tendenza, è facile cadere nel giochino del “non si può fare la Champion’s con Aronica”. Manco a farlo apposta, è proprio l’errore del centrale napoletano che rischia di compromettere l’impresa, ma non la compromette, semplicemente per un discorso di mentalità.
Mentalità che, è sotto gli occhi di tutti, è difficile da mantenere in due competizioni, ed è qui che devono essere mosse le critiche al Napoli: non si può mordere il freno in campionato per un problema prettamente di concentrazione, non si può mettere a rischio il progetto di restare tra le prime tre o quattro squadre italiane per un problema di “coperta corta”.
La Champion’s porterà nelle casse azzurre, specie se, incrociando le dita, la qualificazione avverrà, un bel po’ di soldini, inevitabilmente da investire su almeno due giocatori di primo livello a gennaio, altrimenti l’impresa non sarà servita a nulla.
Bisogna guardare con molto realismo le cose, senza lasciarsi trasportare: se il Napoli passerà il turno, come seconda, facilmente dall’urna uscirà una tra Real, Barcellona o Chelsea, una fortuna sarebbe uno United non proprio irresistibile, o l’Arsenal, un miracolo sarebbe l’Apoel. In ogni caso, arrivare ai quarti di finale sarebbe già un miracolo, perciò, è giusto dare lustro al più prestigioso torneo europeo, ma è importante, prima di tutto, riconquistare i punti persi in campionato.
In un campionato livellato verso il basso, in cui nessuna squadra sembra davvero superiore alle altre, sarebbe delittuoso non utilizzare lo stesso cinismo mostrato in Champion’s: lasciarsi andare vorrebbe dire rendere la splendida esperienza europea solo un ricordo, ricordiamoci che serve almeno un terzo posto per rientrare, peraltro dalla porta di servizio, in Champion’s…e anche quella porta di servizio, adesso, sembra lontana.

Cristiano Vella

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