Pipaluk: da Fuerteventura a Gran Canaria (diario di bordo VI)

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Nicoletta Garofalo – equipaggio di Pipaluk

 

 Pubblichiamo il diario di bordo di PIPALUK, del sorrentino Francesco Massaro. L’imbarcazione parteciperà alla regata transoceanica ARC 2011, dalle isole Canarie a St Lucia (Caraibi) .                         

5 nov. ’11
Molliamo gli ormeggi alle 6.15 per far rotta su Las Palmas a 95nm. Pressione 1021, ma subirà variazioni per via di alcuni groppi che si delineano all’orizzonte. Vento girato più a N, debole, ci fa procedere inizialmente a motore e vela. Ragazzi, siamo in prima base…alle ore 19 attracchiamo alla banchina di Las Palmas. Giornata stupenda: il giro previsto verso NNE del vento che ieri soffiava da NW ci permette di veleggiare da Fuerteventura a Gran Canaria in una stupenda giornata di sole verso la nostra meta. La più bella giornata di vela da quando siamo partiti. Oggi ho cominciato a capire cosa intendeva il nostro amico Vinz …”Francè, vedrai che l’oceano lo amerai…” , e così è…comincio proprio ad amarlo questo oceano, sempre possente ma leale, dichiara quello che farà e mantiene le premesse senza fare scherzi, come succede invece da noi. L’onda imponente e poderosa ma enormemente lunga e larga al mascone accompagna dolcemente la barca nell’incavo della successiva, facendoci godere la vera vela, con medie molto alte di navigazione. Fantastico !!! L’ufficio del porto è chiuso quando arriviamo, per cui ci registreremo domani…per ora ci godiamo una grande cena, un bel bicchiere di vino per festeggiare il raggiungimento del primo target ed una grande dormita per smaltire la stanchezza (che bella stanchezza!!!) del sole e del vento.
6 nov. 11
Stamattina l’ufficio del porto, che doveva aprire alle 9, ha aperto alle 9,30 per comunicarci che era chiuso…-per i documenti se ne parla domani. Siamo sistemati, comunque, in banchina fra tanti multiscafi, alcuni veramente enormi, le barche più grandi che prendono parte all’ARC ed in compagnia di altre tre barche gemelle di PIPALUK: una spagnola, una tedesca ed una greca. Quantomeno ci tireremo una regatina fra di noi. Pomeriggio ad oziare per il Marina che mi sembra già gremitissimo ed invece devono ancora arrivare altre 180 barche…dove le metteranno…mah.
 
7 nov. 11
Se non c’è navigazione, c’è meno da annotare ma la giornata è stata, comunque, molto vissuta. Alle 10,30 abbiamo effettuato il check-in presso lo stand dell’organizzazione e mi hanno sommerso di carte da riempire…che odio!!! Abbiamo avuto il nostro numero: 84. Dagli sguardi generali nei nostri confronti (poveri italianucoli) credo che qualche allibratore britannico ci darebbe 10 a 1. devo ancora capire perché e, soprattutto, se avessero ragione. Ho comprato i tubi di guarnizione alle sartie per non usurare le scotte ed ho trovato, finalmente ed a prezzo conveniente, il kit di caviglie per piombare le cime in spectra. Nel pomeriggio, sono venuti a controllare le dotazioni di sicurezza della barca e, devo dire, ce la siamo cavata bene…solo poche cose da aggiungere, ma tutto quello che abbiamo è ok. Serata alla “Federation insulare de vela” per un happy-hour di benvenuto. Una piccolissima isola di italianità (noi del Pipaluk) in un oceano sconfinato di razze britanniche, qualche francese, un paio di spagnoli ed un olandese. È proprio vero, per mare noi italiani siamo sempre in minoranza, ma ci facciamo valere…almeno spero.
francesco Massaro – Pipaluk
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error: Stai cercando di copiare il testo di questo articolo? Ovviamente non hai il permesso per farlo, ma ti ritieni un grande giornalista... in fondo pensi di cambiare qualche parola, di toglierne qualche altra ed hai risolto. Appartieni anche tu a qualche importantissima testata locale che fa centinaia di visite sulla pelle di chi lavora? Magari vieni anche pagato, complimenti!!! Sei proprio un furbacchione tu ed il tuo direttore che te lo permette, abbiamo fatto in modo di renderti il lavoro un po\\\' arduo, abbiamo deciso di farti applicare 1 minuto in più per copiare!!!