Il Sorrento si gode Scappini, l’uomo dai gol pesanti

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Stefano Scappini esulta dopo il 2-1 al Carpi (foto Penna)

Segna solo gol pesanti. Ed è talmente indispensabile per gli schemi d’attacco del Sorrento da convincere l’allenatore a spostare di ruolo un mostro sacro come Ginestra pur di ritagliargli un posto nell’undici titolare.

Scelta che mai fu più azzeccata. Perché da quando Stefano Scappini si è ripreso il posto del puntero, il Sorrento ha ricominciato a volare, cogliendo cinque vittorie nelle ultime sei partite: ‘Ma il merito non è soltanto mio. – arrossisce il centravanti rossonero – Il nostro è un gruppo fantastico: ci alleniamo tutti al massimo, ogni giorno. E questo mi dà fiducia, perché sono sicuro che chiunque dei miei compagni scenda in campo darà sempre il 110%’.

Umile, timido, ma allo stesso tempo letale sotto porta, da inizio stagione Scappini ha messo a segno 3 gol, tutti decisivi: quello del 2-2 a Como, l’1-0 finale con il Foligno ed il gol del ribaltone di domenica contro il Carpi, per il definitivo 2-1. Tre marcature per lui e sette punti in cascina per il Sorrento, un terzo di quelli raccolti finora dalla compagine costiera: ‘E’ vero, i gol sono il pane per gli attaccanti, – analizza il numero nove di Perugia – ma io penso solo a dare il massimo partita dopo partita e a giocare per la squadra. La classifica? E’ troppo presto per guardarla. L’obiettivo iniziale era indirizzare bene la stagione, e ci siamo riusciti. Adesso dobbiamo cercare di trovare continuità nel rendimento, poi faremo i conti’.

Sbarcato in costiera dalla Sampdoria con la formula del prestito con diritto di riscatto della comproprietà, Scappini si sente in dovere di ripagare la passione dei tifosi rossoneri e, soprattutto, gli sforzi economici del patron Mario Gambardella: ‘Qui a Sorrento – conclude Scappini – l’atmosfera è perfetta: la città è tranquilla e i tifosi ci sono vicini. Ci sono tutte le carte in regola per fare bene. Poi c’è una società impeccabile, che non ci fa mancare davvero nulla. E’ doveroso, quindi, che noi calciatori compensiamo gli sforzi della società con prestazioni importanti e punti in classifica’. Una sorta di patto di ferro, insomma. Con l’’obiettivo finale della B.

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