Sorrento, a Sarri non piace il sintetico: ‘La superficie non è così giocabile come si dice’

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Non è stato amore a prima vista, né, con molta probabilità, la scintilla scoccherà a breve. Tra il tecnico rossonero Maurizio Sarri e l’impianto di via Califano non scorre buon sangue.

Al di là delle difficoltà scaturite dall’utilizzo della struttura in condominio con il settore giovanile (‘Calciatori che han giocato in serie A e B si ritrovano in un campo dove appena finisce l’allenamento ci sono 200 ragazzi. Così è oggettivamente difficile trovare la concentrazione per preparasi al meglio ad un incontro’), il tecnico di Montecatini ha fin dal primo momento puntato il dito contro il manto erboso sintetico installato allo stadio ‘Italia’. Prima scherzando (‘E’ come fare l’amore con una bambola gonfiabile’), poi respingendo al mittente la constatazione che l’impianto di via Califano sia un punto di forza per il suo Sorrento: ‘In prima battuta, sono convinto che questa struttura non renda merito all’immagine della penisola sorrentina in Italia e nel mondo – ha commentato Sarri. – Detto questo, credo che la superficie non sia così giocabile come tutti dicono: qui il campo è stretto e la palla viaggia a mille all’ora. In più, fuori casa abbiamo una media del 68% di passaggi positivi conclusi, mentre in casa la percentuale si abbassa al 51%. Anche analizzando gli avversari che vengono qui, i numeri sono uguali: se tutte le squadre vedono diminuire le proprie percentuali vorrà pur dire qualcosa…’.

Giocabilità a parte, anche la gestione della gara preoccupa Sarri: ‘Su ogni palla ferma c’è la sensazione della pericolosità. Il nostro è un campo dove è difficile fare 0-0 e dove è quasi impossibile gestire appieno una partita. Ovviamente dovremo adattarci, anche se ci vorrà tempo perché in rosa abbiamo giocatori che in carriera hanno sempre giocato su campi in erba naturale’.

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