Sorrento, Carlini: ‘Dobbiamo ripagare sul campo gli sforzi della società’

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Sul fronte d’attacco, è rimasto l’unico reduce della scorsa, disgraziata, annata. Un’annata che al solo pensiero, nella bocca di tifosi, società e degli stessi calciatori, fa riassaporare ancora quel retrogusto amaro che solo un sogno cullato, accarezzato e poi svanito ha il potere di farti assaggiare. Via Paulinho, Bonvissuto e Pignalosa, della vecchia guardia lì davanti è rimasto solamente lui: Massimiliano Carlini.

Giunto, ormai, alla terza stagione con la casacca rossonera, l’attaccante di Terracina sa bene che quest’anno, complice la sontuosa campagna acquisti della società, il suo Sorrento partirà con i favori dei pronostici per la conquista della serie B: ‘Il presidente Gambardella ha, ancora una volta, allestito una grande squadra – analizza Carlini. – E’ vero. Forse siamo la squadra che ai nastri di partenza si presenta con le maggiori credenziali per il salto di categoria. Ma alla fine sarà sempre il campo il giudice insindacabile. Noi calciatori saremo chiamati a ripagare gli sforzi fatti dalla società remando tutti nella stessa direzione, non cullandoci sugli allori e affrontando ogni partita con umiltà, dimenticando che siamo una squadra di ‘nomi’ importanti’.

Già. I nomi. Lì davanti non c’è più il nome per eccellenza, Paulinho, ma ce ne sono altri che, al solo nominarli, fanno tremare le gambe alle difese avversarie: ‘Ginestra, Scappini e Galabinov sono grandi attaccanti – incalza Carlini. – Con loro si è già creato un buon feeling: Andreij (Galabinov, ndr) l’ho conosciuto solamente ieri, ma già mi ha dato l’impressione di un ragazzo serio e disponibile sotto il profilo umano. La concorrenza? L’importante è che sia costruttiva: bisogna che ognuno di noi senta dentro di sé la voglia di fare bene e migliorarsi’. Un punto a favore di Carlini nella lotta alla maglia da titolare però c’è. La duttilità. ‘Posso essere impiegato sia come esterno che come punta centrale – confessa la punta rossonera – ma prediligo il ruolo di trequartista, così posso svariare su tutto il fronte d’attacco. Alla fine, però, decide il mister. Basta che gioco…’.

A cominciare dalla trasferta di domenica al ‘Brianteo’ di Monza, sia chiaro, dove, Tim Cup a parte, si comincerà a fare davvero sul serio. ‘La gara con i brianzoli non dev’essere assolutamente sottovalutata – analizza Carlini. – Essendo il Monza una squadra ripescata e zeppa di giovani potremmo incorrere nel rischio di prendere l’incontro sotto gamba: questo non deve assolutamente succedere. L’atteggiamento mentale è fondamentale: lo scorso anno, fuori casa, scendevamo in campo timorosi. Come si dice in ambito giornalistico, dobbiamo rimanere sempre sul ‘pezzo’, senza cali di attenzione o concentrazione. Quest’anno, lo prometto ai tifosi, non accadrà: sia in casa che fuori manterremo lo stesso atteggiamento, usciremo con la maglietta sudicia di sudore, profondendo sempre il massimo impegno’. D’altronde, c’è una cadetteria da conquistare. Come dargli torto…

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