L’intervista a Chiacchio sui deferimenti del Sorrento e di Castellano

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Fonte Metropolis quotidiano – “Non abbiamo ancora gli atti, dunque per ora sulla posizione del Sorrento è impossibile azzardare una previsione sulle richieste che farà il procuratore Palazzi”.
L’avvocato Edoardo Chiacchio assisterà il Sorrento e l’ex presidente rossonero Antonino Castellano nel procedimento avviato a seguito dei deferimenti della Procura federale dello scorso luglio. Nel mirino di Palazzi sono andate a finire due partite. Taranto-Sorrento (0-0) e Juve Stabia-Sorrento (1-0) della stagione 2008/2009.
Il prossimo 8 settembre, a Roma, inizierà il dibattito alla Corte federale. Al termine del proprio intervento dibattimentale la Procura richiederà le sanzioni per il club rossonero, colpito da deferimento con due presunti illeciti sportivi. Il primo per responsabilità diretta (l’accusa è l’omessa denuncia di Castellano per Taranto-Sorrento) ed oggettiva (per Biancone), l’altro per responsabilità oggettiva a seguito del coinvolgimento degli ex calciatori del Sorrento Spadavecchia e Biancone nel derby con le vespe.
“Il Sorrento – dice l’avvocato Chiacchio – ha dato subito massima attenzione alla vicenda, a partire dalle audizioni. Ciò è stato fondamentale grazie all’esperienza del presidente Gambardella e dell’amministratore delegato D’Angelo. Un particolare decisivo perché nel corso degli interrogatori, soprattutto in quello dell’ex patron Castellano, è emerso che per Taranto-Sorrento non è stato commesso nessun illecito da esponenti della dirigenza a dispetto dell’indirizzo che poteva prendere la Procura. Ora bisogna capire in base a quali criteri Castellano è stato deferito per omessa denuncia. Con la nostra difesa, in tal senso, tenteremo di ottenere il proscioglimento del club e di Castellano per la partita con il Taranto. Una gara per la quale è stato deferito anche Biancone. A quel punto, se cadesse l’imputazione, la situazione diventerebbe meno grave. Sì, è così, perché adesso il Sorrento va a processo con le aggravanti della pluralità e consumazione degli illeciti seppur, dalle premesse, bisogna porsi una domanda: cosa c’entra il Sorrento nella consumazione dell’illecito? La società era ignara di ciò che all’epoca commettevano i propri tesserati mentre la posizione dell’attuale proprietà è inesistente”.
La piazza attende fiduciosa l’evolversi del processo. E spera che l’avvocato Chiacchio possa fare l’ennesimo “miracolo” di una carriera che l’ha visto protagonista in più occasioni. L’ultima da difensore del Benevento, andato alla sbarra partendo da una richiesta di 14 punti di penalizzazione ridotta in appello a 6 punti.
“La svolta – spiega Chiacchio – c’è stata in primo grado quando abbiamo puntato sulla via equitativa della sanzione emarginando la società dalle 6 partite in cui al tesserato Paoloni era stato addebitato l’illecito sportivo”. Quindi si può sperare in sanzioni meno pesanti rispetto a quelle che chiederà Palazzi? “E’ presto per dirlo – risponde Chiacchio -. Sia chiaro, tranne il Benevento, in appello sono state confermate le sentenze emesse in primo grado dalla commissione disciplinare. La linea è molto dura. Dopo l’arresto di Biancone, sulla base delle intercettazioni, era prevedibile che per quel derby con la Juve Stabia la Procura arrivasse ai deferimenti. Il fulmine a ciel sereno è stato invece Taranto-Sorrento”.

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