Il mercato? In Italia è solo in uscita

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Zapata ha lasciato Udine per il Villareal (foto Franco Romano)

Di solito a questo punto del calciomercato, per tracciare un bilancio non dovrebbe mai mancare la frase fatta “In attesa dei botti finali”. Botti finali che però, da 5 o 6 anni non arrivano mai, a testimonianza di un calcio che diventa sempre più periferico. All’interruzione del flusso di campioni in entrata, però, si è affiancata anche la fuga dei pochi big rimasti o stelline in divenire verso l’estero. A migrare, in questo calciomercato, Eto’o, Pastore e Criscito: l’italiano e il camerunense in Russia, l’argentino al Psg di Leonardo.
Dunque, dagli anni in cui campioni come Kakà o come Ibra scappavano si, ma solo per il Real Madrid o per il Barcellona,  si è passati alla fuga incondizionata verso qualunque posto profumi di denaro.
Difficile biasimare Eto’o,  di fronte ad offerte di 20 milioni di euro netti a stagione, tentennerebbe chiunque. Eppure è difficile pensare che la pensione dorata del Daghestan sia più appetibile di una Premier a qualche milione di euro l’anno in meno, o della stessa serie A per l’attuale stipendio di 12 milioni annui…ci si ricorda di una frase del film Forrest Gump: “C’è una soglia oltre la quale spendere diventa pavoneggiarsi”.
Ancor più emblematico il caso di Criscito: pronto a portare la famiglia a San Pietroburgo per un’offerta di circa 400 mila euro annui superiore a quella del Napoli, in serie A. Scelte di vita incontestabili, ma spesso incomprensibili, viste anche le enormi difficoltà che si incontrano in campionati come quello russo per mantenere il proprio appeal di giocatore. Criscito, giocatore nel fiore della carriera, titolare nella nazionale di Prandelli, avrà pensato che un campionato molto poco competitivo, che si ferma quando altrove si è nel pieno della stagione, può procurargli dei problemi? Avrà gettato un pensiero all’ex collega di reparto Bocchetti, passato da promettentissimo centrale sovente convocato in nazionale al dimenticatoio, fatto di rubli, ma pur sempre dimenticatoio?
Diverso, ma non troppo, il caso Pastore, talentino appetito da mezzo mondo che sceglie il progetto (e i soldi) degli sceicchi del Psg. Progetto targato Leonardo , quindi quasi certamente serio, ma pur sempre in un campionato in cui, bisogna aspettare le sfide con Marsiglia e Lione per sentire un po’ di competizione, e il resto saranno Ajaccio, Lorient, Valenciennes e altre squadrette equivalenti a una media serie B italiana.
Difficile, anche se sei Pastore, mantenere il tuo status di stellina in un campionato scadente.
Certo, abbandonare un campionato che offre stadi ridotti a ruderi, governato con una mentalità vecchia e poco lungimirante, è più che fisiologico per un campione. Meno fisiologico è  basare la propria carriera sul denaro e sulla ricerca di chi è disposto a offrire un centesimo di più per le tue prestazioni…logica capitalista, logica in piena crisi, per fortuna.

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error: Stai cercando di copiare il testo di questo articolo? Ovviamente non hai il permesso per farlo, ma ti ritieni un grande giornalista... in fondo pensi di cambiare qualche parola, di toglierne qualche altra ed hai risolto. Appartieni anche tu a qualche importantissima testata locale che fa centinaia di visite sulla pelle di chi lavora? Magari vieni anche pagato, complimenti!!! Sei proprio un furbacchione tu ed il tuo direttore che te lo permette, abbiamo fatto in modo di renderti il lavoro un po\\\' arduo, abbiamo deciso di farti applicare 1 minuto in più per copiare!!!