Castellano:”Non so di cosa mi si accusi”

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foto Franco Romano

Sorrento – E’ giunta come un fulmine a ciel sereno la notizia del deferimento del Sorrento calcio, da parte del procuratore Stefano Palazzi, in merito alle partite contro la Juve Stabia e il Taranto.
Il sodalizio del presidente Gambardella è chiamato in causa sia per omessa denuncia da parte dell’allora massimo dirigente costiero Antonino Castellano, sia perché due suoi giocatori, Spadavecchia e Biancone, commettevano un illecito modificando il risultato di una gara.
Antonino Castellano, venti anni alla guida della società di via Corso Italia, non si aspettava di essere chiamato in causa.
«Sono già stato ascoltato in Procura quando vennero scoperte le scommesse per Juve Stabia-Sorrento – dichiara -. Vorrei chiarire solo una cosa. Io al momento ancora devo ricevere alcun atto e sono venuto a conoscenza della richiesta per il mio deferimento attraverso gli organi di stampa».
La situazione che vede implicato Castellano non è comunque chiara. Infatti, all’epoca della scoperta dell’alterazione del risultato di Juve Stabia – Sorrento l’allora presidente era stato già ascoltato da Palazzi, ma ora si dice assolutamente estraneo ai fatti.
«Non so di cosa mi si accusi – conclude Castellano -. Nessuno nel corso del mio interrogatorio mi aveva parlato di ulteriori capi di imputazione. È assurdo, ma il Sorrento qualora fossi condannato rischia solo una sanzione pecuniaria».

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