Deferimento Sorrento, facciamo chiarezza in attesa delle sanzioni di Last Bet

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La notizia-shock del deferimento alla Commissione Disciplinare Nazionale comminato al Sorrento calcio da parte del Procuratore Federale Stefano Palazzi ha, come logica vuole, colpito ed allarmato la folta rappresentanza di sostenitori rossoneri, riversatasi nelle piazze (telematiche e non) alla ricerca di ragguagli sullo scarno comunicato emesso dagli uffici della FIGC dopo la disamina degli atti di indagine posti in essere dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il tribunale di Napoli e la relativa esplicazione dell’attività istruttoria in sede disciplinare.

Ebbene, come la prassi sociale vuole in questi casi, il filone dei catastrofisti ha preso il sopravvento e la notizia di un coinvolgimento diretto della società rossonera ha fatto gridare ai più la notizia della possibilità che Sergio Artico, presidente della Commissione Disciplinare, potesse irrogare ai rossoneri la massima punizione, ovvero la retrocessione in Seconda Divisione.

Nulla di più falso e diffamante. Gli sciacalli ritornino nelle loro tane, perché il Sorrento, lo dicono le carte federali, non rischia neanche minimamente la massima punizione prevista dal comma i dell’articolo 18 del Codice di Giustizia Sportiva, ovvero l’esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria, con assegnazione da parte del Consiglio Federale ad uno dei campionato di categoria inferiore.
Ricapitolando la questione, il Sorrento è stato deferito per responsabilità diretta per i fatti relativi alla gara Taranto – Sorrento del 21-12-2008 e per responsabilità oggettiva per la gara Juve Stabia – Sorrento del 5-4-2009.
Il deferimento a titolo di responsabilità diretta per violazione dell’articolo 4 comma 1 del C.G.S. è stato ascritto al Sorrento in quanto le società rispondono direttamente dell’operato di chi le rappresenta, anche per singole questioni, ai sensi delle norme federali.

Il Sorrento è tirato in ballo a causa del suo ex presidente, Antonino Castellano, anche lui deferito per aver violato, in particolare, l’articolo 7 comma 7, ovvero quello che obbliga ogni tesserato ad informare la Procura Federale della FIGC di essere a conoscenza del tentativo, perpetrato da altri, di combinare il risultato di una gara. In parole povere, Castellano è sotto accusa per omessa denuncia, capo d’imputazione per cui è prevista solamente una forte ammenda.
Per quanto riguarda il deferimento a titolo di responsabilità oggettiva, il Sorrento è stato chiamato in causa per le violazioni disciplinari ascritte ai propri tesserati Cristian Biancone e Vitangelo Spadavecchia, con l’aggravante di cui all’articolo 7 comma 6 del C.G.S. stante la pluralità degli illeciti addebitati ai propri tesserati e l’avvenuta alterazione del risultato della gara Juve Stabia – Sorrento del 5-4-2009. Qui la situazione è più intricata, in quanto il Sorrento è chiamato in causa per le malefatte dei propri tesserati. Per questo, la sanzione che rischia la società di via Corso Italia è una penalizzazione, da scontare nel prossimo campionato di Prima Divisione.
L’impressione, però, è che a fare da giurisprudenza sarà il processo Last Bet che proprio in questi giorni è all’esame della Commissione Disciplinare. Il modus operandi del colleggio che erogherà le sanzioni sarà significativo anche per il Sorrento, la cui analisi del procedimento avverrà presumibilmente dopo Ferragosto. Insomma, c’è da aspettare. E da stare tranquilli: i rossoneri parteciperanno al prossimo campionato di Prima Divisione. Su questo ci si può… scommettere.

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