Editoriale: E adesso, chiamateli pure rosso…grigi

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Fase di un allenamento a San Quirico d'Orcia

Maurizio Sarri, Francesco Caldona, Cristiano Camillucci, Daniele Croce, Samuele Romeo, Simone Bonomi e Renato Rafael Bondi (non ancora ufficializzato, ma già al lavoro nel ritiro di San Quirico d’Orcia).

Eccoli qui, in rigoroso ordine di approdo nell’universo-Sorrento, ‘i magnifici sette’ provenienti dall’Alessandria calcio. Un allenatore (Sarri), il suo vice ed esperto di tattica (Caldona), un roccioso centrale difensivo (Romeo), un terzino sinistro di sicuro affidamento (Bonomi), un guerriero della mediana (Camillucci), un esterno tutto dribbling e scatti (Croce) ed un brasiliano niente samba e movida, ma tanto talento e genialità (Bondi). Calciatori di sicuro affidamento, più una guida tecnica di spessore, che allo studio delle caratteristiche dell’avversario dedica quasi la metà della sua settimana lavorativa.

Ognuno di loro, come già detto, lo scorso anno ha contribuito a fare le fortune dell’Alessandria che, nonostante la crisi societaria, è riuscita comunque a piazzarsi al terzo posto al termine della regular season, perdendo poi la semifinale play-off contro la Salernitana, al termine di una doppia sfida contestatissima, finita in rissa negli spogliatoi del ‘Moccagatta’. Sette volti nuovi su otto (l’altro è quello di Ciro Ginestra, ex Crotone) che negli occhi hanno ancora la delusione per un’annata finita come peggio non si poteva, così come capitato ai rossoneri, castigati da quel Verona che, ci scommettiamo, dai ragazzi della Nord, e non solo, sarà ricordato come un incubo incaccellabile.
Al di là delle battute di rito del vice-presidente Attilio Gambardella, che nella conferenza stampa di presentazione della campagna

Francesco Di Nunzio ed il massaggiatore Giancarlo Colonna

abbonamenti, scherzava (chissà quanto…) sul fatto che il mix tra una squadra finita lo scorso anno al secondo posto (il Sorrento) ed un’altra che gli si è piazzata immediatamente dietro (l’Alessandria) non può che regalare un miglioramento (e quindi la prima piazza, e quindi la B diretta…), la strategia di mercato del presidente Mario Gambardella è condivisibile e, anzi, ci permettiamo di dire, la migliore intrapresa da quando siede sulla poltrona di capo del sodalizio costiero. Se negli scorsi anni, infatti, durante il calciomercato estivo si è assistito a veri stravolgimenti della rosa dell’anno precedente, quest’anno, seppur con molti arrivi e altrettante partenze, la scelta di affidarsi ad un blocco (e che blocco…) alessandrino lascia intravedere quello spiraglio di continuità, fondamentale per una partenza decisa sotto il profilo dei risultati.

A chi, poi, mugugna sull’ipotesi di un gruppo spaccato in due (da una parte la vecchia guardia e dall’altra i nuovi arrivi, legati da un rapporto cementato all’ombra delle Alpi) non resta altro che affidarsi al lavoro dello staff tecnico (vero punto di forza della società costiera, capace, negli anni scorsi, di ricucire anche gli strappi più vistosi), al carisma di Gegè Rossi, veterano e prossimo all’investitura di capitano ed alla ritrovata verve di Ernesto Terra che, oltre al look, in questi primi giorni di ritiro sta sfoderando anche uno spiccato senso del gruppo, qualità spesso bistrattata ma importantissima.

Detto questo, non meravigliatevi se, già dalla prima sfida ufficiale con il Tamai, qualcuno dalla Nord sbaglierà ad intonare qualche coro. Se, infatti, invece di rosso-neri qualcuno inciterà i rosso-grigi siate magnanimi. In fin dei conti, è solamente una questione cromatica…

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