Editoriale: Sorrento, lassù qualcuno ti ama…

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Veduta dello stadio 'Italia' (foto: Luigi Penna)

La notizia dell’accoglimento del ricorso da parte del Consiglio Federale dopo la bocciatura targata Commissioni Impianti e Infrastrutture Sportive che aveva, di fatto, ‘congelato’ l’iscrizione del Sorrento al prossimo campionato di Prima Divisione, è passata nettamente in sordina, così come vuole il perfetto stile peninsulare.

Quel sì pronunciato negli uffici di via Allegri, a Roma, è sembrato ‘cosa dovuta’ fin dal principio. Si può mai negare l’iscrizione al campionato ad una società solida come il Sorrento, tra le più puntuali a pagare gli stipendi (e che stipendi!) alla fine del mese? Sì. Certo che si poteva. E non sarebbe stato un sacrilegio. Soprattutto se questa società è costretta a disputare le proprie gare interne in una struttura che, forse (anzi, quasi sicuramente), tra quelle esistenti nel panorama professionistico italiano, è la più fatiscente e disagiata. Condizione resa meno drammatica dai lavori di manutenzione (dettati sempre dalla Lega Pro, altrimenti, c’è da scommetterci, nessuno avrebbe mai alzato un dito) che nell’anno agonistico appena trascorso l’amministrazione comunale è stata ‘costretta’ ad attuare. Piccoli correttivi, sia chiaro. Come le strisce di sintetico poste sulle caditoie ai bordi del terreno di gioco, che hanno contribuito a far chiudere un occhio agli ispettori di Lega che hanno controllato se lo stadio ‘Italia’ fosse o meno a norma. Può una striscia di sintetico nascondere tutti gli altri handicap (non li citiamo, ma chi ‘aret o camp’ è abituato a passarci un po’ del suo tempo li conosce a menadito) della struttura di via Califano? Per il Consiglio Federale sì. E meno male, aggiungiamo noi.

Fatta questa lunga premessa, e ringraziando, uno ad uno, chi qualche occhio l’ha chiuso (ci amano, ci amano, anche lassù…) la palla, adesso passa all’amministrazione comunale. In particolare a quel Peppino Cuomo, sindaco di Sorrento, che tanto si è speso durante il periodo di crisi per far sopravvivere il calcio a Sorrento. Il buon Peppino adesso si deve spendere per lo stadio ‘Italia’. Perché dopo i proclami primaverili (‘Lo stadio si farà a fine campionato’… ok, facciamo finta di non averlo sentito…), lo stanziamento dei soldi per il restyling (5 milioni e mezzo di euro) e la promessa che a settembre saranno pronti i progetti esecutivi per questi benedetti lavori, si rischia che, se nella prossima estate il vecchio e obsoleto campo ‘Italia’ non sarà messo a nuovo, l’anno prossimo, nel Consiglio Federale che si riunirà per esaminare le richieste di iscrizioni, l’amore per il Sorrento calcio possa di colpo sparire. E allora ‘saranno pianti, e stridori di denti’.

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