Sorrento-Nicodemo: fine di un amore

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Le strade del Sorrento calcio e di Attilio Nicodemo si sono separate. A darne l’annuncio è il presidente del sodalizio costiero Attilio Gambardella durante la presentazione della campagna abbonamenti 2011-2012: ‘Nicodemo non rientra nei nostri piani – ha affermato il figlio di patron Mario. – L’obiettivo è quello di ringiovanire la rosa, ed il capitano, che reputo una persona squisita ed un grande professionista, purtroppo è un po’ avanti con gli anni… A lui vanno i ringraziamenti per questi quattro anni in cui ha sempre giocato al massimo delle sue potenzialità. Indelebile nella mia memoria resterà l’ultima partita della scorsa stagione, contro il Verona: è stato il migliore in campo, si è comportato da vero capitano, onorando fino all’ultimo istante i colori rossoneri’.

Si chiude, quindi, dopo 118 presenze e due gol la militanza del centrocampista romano in penisola sorrentina. Quattro anni in cui Sorrento ha apprezzato prima di tutto l’uomo Nicodemo, e poi il calciatore. Un uomo tutto d’un pezzo, sempre disponibile verso i tifosi, mediatore di lusso nei tanti contrasti emersi nel corso degli ultimi anni all’interno dello spogliatoio rossonero, impegnato personalmente nel sociale, con le sue presenze fisse, ogni anno, alla casa-famiglia ‘Myriam’ di Meta a dispensare doni e sorrisi a giovani meno fortunati.

In campo, Nicodemo ha dato sempre l’anima, lottato a denti stretti sempre, fino all’ultima goccia di sudore, rappresentato l’esempio numero uno per i suoi compagni, giovani e meno giovani. Da vero capitano, non abbandonò la barca rossonera tre anni fa, rifiutando le sirene di un ritorno alla Juve Stabia di Giglio (per le vespe aveva giocato tra stagioni, dal ’95 al ’98) nonostante in quel periodo il Sorrento, col solo Antonino Castellano al comando, non sembrava garantire un futuro roseo sotto il profilo della stabilità societaria e delle ambizioni di classifica. Una scelta di cuore per Nicodemo, che nel corso degli anni non ha mai nascosto di sentire Sorrento come sua città adottiva. Adesso che le valigie sono chiuse e la partenza certa, siamo sicuri che qualche lacrimuccia scapperà. Anche da parte nostra. Perché il capitano, è sempre il capitano…

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