La mega intervista di Mario Gambardella

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Sorrento – Riportiamo la mega intervista del presidente del Sorrento Calcio Mario Gambardella pubblicata questa mattina sul quotidiano Metropolis ottenuta dal giornalista Salvatore Dare.

“C’è un rinnovato entusiasmo attorno al Sorrento. Ripartiamo, tutti insieme, con l’obiettivo di tagliare gli sprechi dell’ultima stagione e di allestire una rosa ugualmente competitiva. Sarri? Penso che sarà lui l’allenatore. Simonelli? Giusto dividersi dopo tutto questo tempo passato insieme”. Il presidente Mario Gambardella rompe il silenzio. Non parlava da quel lontano 5 giugno, da quella domenica che segnò l’addio ai sogni di gloria del Sorrento andato ko nei playoff col Verona. Un mese di timori, partito con le dimissioni del patron annunciate all’indomani della mancata promozione e poi ritirate pochi giorni prima dell’iscrizione al campionato.
Come mai aveva deciso di lasciare il Sorrento?
“Dopo aver perso i playoff ed il sogno di andare in B rimasto tale ho smarrito entusiasmo e certezze. Credevo fermamente nelle possibilità di ottenere la promozione, invece non ce l’abbiamo fatta, sia per la sfortuna di non aver avuto Paulinho nei playoff sia per torti arbitrali ed altri errori commessi dalla squadra nei momenti decisivi. Insomma, abbiamo toppato. Mancare la B mi ha tolto motivazioni. Poi, se permettete, c’è anche la questione economica. Andare avanti da solo, con l’unico apporto ingente proveniente dallo sponsor Msc dell’armatore Aponte, non era più possibile. Il Sorrento è di Sorrento, non è solo di Mario Gambardella. Sì, certo, c’è stato qualche aiuto, pure dal settore marketing, ma non si poteva proseguire così. Lavorare tutti i giorni in azienda per garantire la sopravvivenza di una squadra di calcio è assurdo”.
Cosa l’ha convinta a tornare?
“E’ successo che attorno alla famiglia Gambardella si sono agglomerate più forze. Stando a ciò che è emerso esiste una gran voglia di contribuire alle sorti del Sorrento. Mi auguro che si prosegua così per tanto tempo”.
Qual è stata la svolta della crisi?
“Gianluigi Aponte. Mi sento lusingato della sua stima. A Sorrento meriterebbe una statua in piazza Tasso. Fa tanto per la sua terra ed è un orgoglio sentirlo così vicino, anche umanamente. L’armatore, con Msc, ci aiuterà più di prima. E’ stato bravo anche il sindaco Cuomo, che s’è mosso dietro le quinte per risolvere la situazione. Nell’ombra, però, un po’ tutti si son dati da fare”.
Con quale spirito è ripartito Gambardella?
“Determinato a fare bella figura, ma con nuovi impegni: sprecare di meno e mirare ad una gestione più oculata”.
Da dove si ricomincia?
“Dall’allenatore e dalla squadra. Il mercato è aperto e siamo operativi. Presto ci saranno novità”.
Sarà Sarri a guidare il Sorrento?
“Spero di sì. Lo sapremo ad ore, ma sono molto fiducioso. Mi piace. E’ una grande persona, mi ha impressionato come poche volte mi è accaduto da quando sono nel calcio. Dopo averci parlato ho sospeso gli appuntamenti che avevo in agenda con altri allenatori. A pelle mi ha dato l’impressione dell’uomo che serviva al Sorrento. Attendiamo una sua risposta, che penso sarà positiva. Sarri è un allenatore preparato, meticoloso, conosce tutto di tutti. E ad Alessandria ha fatto un’impresa sfiorando la B”.
Che Sorrento sarà quello del prossimo anno?
“Ambizioso, che vuole fare bene, come il suo presidente. Con Sarri penso che ci divertiremo. Sarà fondamentale, però, trovare equilibrio, cosa che l’anno scorso il Sorrento ha avuto poco. Se la squadra sarà capace di soffrire e sacrificarsi fino in fondo con carattere e umiltà proprio come l’uomo Sarri probabilmente otterremo qualcosa”.
Riproverà l’assalto alla B?
“Lo dirà il campo. Delle promosse di quest’anno solo il Verona, un’estate fa, mirava ai cadetti. Juve Stabia, Nocerina e Gubbio invece puntavano ad una salvezza tranquilla. E a sorpresa sono riuscite a conquistare la B. Il calcio è imprevedibile. Non è scritto da nessuna parte che con le corrazzate si raggiungono dei traguardi. Con questo, sia chiaro, non voglio dire che faremo una squadra così, tanto per farla. Tutt’altro! Tenteremo di varare un Sorrento più forte. I giovani? Se scoveremo qualche ragazzo interessante lo prenderemo, ma quelli bravi si stanno accasando in B. E poi il Sorrento ha già Di Nunzio, Armellino e Corsetti. Che piacciono molto pure a Sarri. Erpen? Potrebbe andare via”.
Se non ci fosse stato il caos dirigenziale, avrebbe confermato Simonelli?
“Ci saremmo lo stesso separati consensualmente perché dopo 3 anni bisognava cambiare. Per lui, comunque, affetto e stima sono immutate. Rimane sempre un allenatore di qualità. Sono contento che sia tornato a Benevento, dove dice di trovarsi meglio di Sorrento…”.

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