Serie A: Emesso l’ultimo verdetto

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Il giovane difensore colombiano dell'Udinese, Zapata, che nel corso del mercato potrebbe cambiare maglia

La serie A chiude i battenti, in un anno dispari, lasciando i calciofili orfani del campo e costretti a saziare la fame col balletto di procuratori, affaristi e fantomatici campioni sudamericani. Spazio al calciomercato dunque, refugium peccatorum per chi ha sbagliato la stagione e deve riconquistare la stima dei tifosi, vedi alla voce Juve, di chi deve cominciare a ragionare da grande, il Napoli, e magari di chi ha bisogno di consenso elettorale per tirare a campare.
C’è chi però sul calciomercato (o almeno su quello in entrata) non ha mai puntato molto, dimostrando, visti i risultati, che una piccola può farsi beffe delle grandi senza spendere il becco di un quattrino, senza sottostare a capricci di starlette del rettangolo verde che chiedono più soldi.
Sono ormai 15 anni che Vittorio Pozzo ha fatto smettere alla sua Udinese i panni della Cenerentola sempre in ascensore tra A e B, creando un modello per chi ambisce a essere Davide contro Golia.
Vagonate di giovanotti di ogni parte del mondo, spesso con nomi improponibili, arrivano a Udine per pochi spiccioli, rivelandosi spesso campioni che le grandi acquisteranno a caro prezzo.
Ripensare a Bierhoff, a Marcio Amoroso, a Martin Jorgensen, ad Appiah, a Muntari, fino ad arrivare allo scugnizzo Di Natale, Inler e company dimostra che il lavoro dello staff dei friulani non è mai casuale, e che Udine è l’ambiente ideale per far sbocciare ragazzi di belle speranze.
Il premio è la partecipazione al turno preliminare di Champion’s League, risultato che nessun esperto avrebbe pronosticato.
Toccherebbe ora dire che visto il risultato raggiunto sarebbe sciagurato privare la squadra di fenomeni come Sanchez e di ottimi giocatori come Inler, Armero o Isla, ma in questo caso la consapevolezza è che nell’assenza di quelli affermati sboccerebbero Abdi, Badu, Vydra ecc, permettendo all’Udinese di non sfigurare in ogni caso, e, qualora dovesse arrivare un’annata di transizione chi protesterebbe?
L’unico consiglio, peraltro interessato, che si può dare al patron Pozzo, è quello di insistere maggiormente su giovani italiani: farebbe un grosso favore a una nazione priva di talenti.

Cristiano Vella

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