Allievi nazionali: l’Empoli passa. Ma a restare è una stagione da applausi.

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Seppur ci sia ancora la gara di ritorno da disputare in terra toscana, il sogno degli Allievi nazionali del Sorrento, a meno di clamorosi ribaltoni, si è interrotto sul più bello, quando la speranza di approdare alla final eight di categoria a Chianciano Terme era stata cullata, accarezzata e resa viva dopo l’impresa dei sedicesimi di finale contro i pari età del Palermo.
La scoppola rimediata da capitan Gargiulo e compagni nell’incontro casalingo contro l’Empoli nell’andata degli ottavi di finale non lascia spazio a recriminazioni. Lo 0-4 finale è sì un risultato troppo pesante, ma allo stesso tempo fotografa in pieno i valori tecnici espressi sul rettangolo di gioco dello stadio ‘Italia’.
Troppo forte l’Empoli, società di serie B (è bene ricordarlo), fresca vincitrice, proprio con i classe 1994, del mundialito ‘Nereo Rocco’ di Gradisca (non di certo, in ambito giovanile, una coppetta qualunque) e con alle spalle anni ed anni di successi e soddisfazioni che il proprio vivaio ha saputo regalare alla presidenza empolitana (uno studio recente ha inserito il settore giovanile dell’Empoli tra i primi venti di tutta Europa, in Italia dietro solo Inter, Milan, Roma ed Atalanta).
Troppo timorosi i ragazzi di mister Antonio Raiola, inizialmente impauriti da un avversario, sulla carta, dal collettivo di spessore sicuramente più elevato. Differenze tecniche a parte, che nel calcio, si sa, contano molto relativamente, le ragioni della pesante sconfitta rimediata dai rossoneri sono tutte riassunte nell’atteggiamento remissivo, scaturito dalla consapevolezza di essere arrivati ad un passo dall’impresa e reso ancora più evidente dal gol in avvio di Rovini che ha colto uno dei pochi attimi di sbandamento della difesa rossonera (prima della gara con l’Empoli la meno battuta di tutta Italia, è bene ricordarlo) e con un gesto tecnico degno dei migliori numeri dieci ha affossato partita e morale dei rossoneri.
Un peccato veniale, che, quando ci si trova di fronte avversari abituati a competizioni importanti, si paga a caro prezzo.
Un peccato veniale che, sia chiaro, assolutamente non cancella una gara giocata con uno spirito di sacrificio fuori dal comune. Anche sotto di un gol, con l’Empoli che dominava in quanto a possesso palla, tutti i rossoneri hanno stretto i denti, aiutandosi l’uno con l’altro in fase di ripiegamento. A partire dall’unica punta Gargiulo che, seppur troppo isolato in fase di possesso, quando c’era da infastidire la manovra toscana è stato sempre il primo a mordere le caviglie. Seppur non a segno, il capitano ha comunque dato il buon esempio (come suo solito) chiamando la squadra ad uno sforzo difensivo immane. Uno sforzo che, con grande applicazione e dedizione alla causa, è stato recepito dai compagni di squadra, bravi quanto lui ad immedesimarsi nella situazione e a stringere i denti braccando i portatori di palla empolitani.
L’ennesima dimostrazione, questa, di una squadra che, prima delle individualità, ha nella coesione del gruppo la sua arma in più.
I gol del capitano Gargiulo, le parate di Lombardo, gli interventi di Raiola e Siniscalchi, l’attenzione di Romano, le progressioni di Terminiello, le geometrie di Raffone, la cattiveria agonistica di Costabile, di Cuomo e di Siano, le invenzioni di Rubicondo e le qualità individuali degli altri componenti la rosa sono state sì decisive, ma mai quanto lo spirito di questo gruppo, amalgamato negli anni con pazienza dalle mani di Antonio Raiola, vero e proprio punto di riferimento per questi ragazzi. Il segreto del successo è tutto qui. Perché, nonostante il sogno è probabilmente svanito sotto i colpi della squadra allenata da Martino Melis, gli Allievi nazionali rossoneri il loro campionato lo hanno già vinto, raggiungendo, meritatamente, gli ottavi di finale con un campionato da favola in cui ognuno dei ragazzi ha dato di più di quello che poteva.
E se poi, nel ritorno di domenica prossima ad Empoli, arrivasse anche, per non parlare di miracolo sportivo, anche solo una prestazione importante, sarebbe l’ennesima perla di una squadra, capace di una stagione, comunque, da applausi.
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