Paulinho batte il Verona 2-0, Sorrento sempre più secondo

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Il mattatore dell'incontro, Paulinho

Ancora lui. Sempre e solo lui. Il Sorrento fa suo il big match casalingo contro l’Hellas Verona grazie a due prodezze di Paulinho, il bomber con la casacca numero dieci sulle spalle. L’asso brasiliano in prestito dal Livorno decide praticamente da solo la partita, con due gol da cineteca. Marcature da vero fuoriclasse che, per estetica e genialità, forse allo stadio ‘Italia’ mai si sono viste e mai si rivedranno in futuro. Due gol semplicemente sensazionali che lasciano lo spettatore allibito non tanto per l’esecuzione finale, ma per la naturalezza con cui vengono pensate e realizzate in poche frazioni di secondo. Roba da fuoriclasse, appunto. E Paulinho, a chi era ancora scettico, ha dato l’ennesima riprova di esserlo. Le perle dell’attaccante brasiliano assumono maggiore valore se si pensa che senza questi due gioielli con molta probabilità la partita sarebbe terminata con uno scialbo pareggio ad occhiali, che avrebbe impedito ai rossoneri di allungare sull’Alessandria terza, distante adesso sei lunghezze, e di ridurre a sette il gap dal Gubbio capolista.

VERONA ALLA ‘PROVINCIALE’ Fatte queste premesse, sembra quasi che la partita l’abbia vinta da solo Paulinho. Il che, visto soprattutto l’andamento del match, sembra quasi corrispondere alla realtà. La motivazione è semplice e va ricercato nell’atteggiamento da ‘provinciale’ del Verona di Mandorlini che disegna la sua squadra con un abbottonatissimo 4-1-4-1 che, a dispetto dei numeri, prevede maggiore attenzione alla fase difensiva piuttosto che a quella offensiva. Succede così che il folto

Romulo Togni, prova opaca per il regista brasiliano

centrocampo proposto dall’ex tecnico del Cluj manda in bambola il Sorrento che nei primi venti minuti di gioco fatica dannatamente a mettere di fila tre passaggi consecutivi, complice la gran prova dell’islandese Halfredsson che si attacca alle caviglie di Togni e gli sporca tutte le linee di passaggio. Oscurata la fonte di gioco numero uno, il Sorrento si affida ancora una volta a Paulinho che è costretto a tornare quasi sulla linea di centrocampo a ricevere il pallone. Proprio dai piedi del brasiliano nascono le azioni più pericolosi dei padroni di casa: al 14’ l’attaccante costiero cambia gioco sulla destra per Erpen che con una finta manda a vuoto Anderson, si accentra, fa fuori anche Maietta ma calcia troppo debole, Rafael ringrazia, si accartoccia e fa sua la sfera. Passano i minuti ed il Verona continua con la sua tattica accorta che manda in bestia i rossoneri, imprecisi anche nei passaggi più elementari. Allora di nuovo Paulinho, poco dopo la mezz’ora (31’), trova nello spazio Carlini che non riesce a calciare di prima intenzione ma serve comunque l’accorrente Erpen, l’ex Arezzo calcia, la traiettoria viene deviata da Maietta ed il pallone s’infrange sulla traversa a Rafael battuto. Sulla ribattuta del legno Carlini prova il tap-in a porta sguarnita ma viene pescato in posizione di off-side.

Attilio Nicodemo, il capitano rossonero sfiora il gol al 40'

LA DIGA SCALIGERA COMINCIA A CEDERE Sul finire della prima frazione la verve degli scaligeri comincia a scarseggiare. Il Sorrento ne approfitta e sfiora il gol in due occasioni. Al 38’ Ceccarelli commette un errore grossolano in fase d’impostazione, Carlini recupera il pallone e lo smista immediatamente per Paulinho, il brasiliano però strozza troppo il tiro che diventa facile preda del connazionale Rafael. Due minuti dopo Vanin mette al centro dalla destra un pallone velenosissimo, Ceccarelli vince il duello aereo con Paulinho e allontana, ma sulla ribattuta, appostato al limite dell’area, c’è capitan Nicodemo che calcia di prima intenzione, l’estremo difensore veneto ci mette i guantoni e allontana.

SI APRE IL SIPARIO, ENTRA IN SCENA PAULINHO Non che nel primo tempo sia rimasto a guardare, sia chiaro. In ogni azione da gol dei quarantacinque minuti iniziali il suo zampino c’è sempre. Ma nella ripresa, esattamente dopo undici minuti, il campione di Caxias Do Sul decide improvvisamente che il Sorrento la partita con il Verona deve vincerla. E allora eccolo raccogliere un campanile a circa trenta metri dalla porta, addomesticare il pallone con la coscia e calciarlo con forza e precisione prima che tocchi terra lì, all’incrocio dei pali, dove neanche SuperMan potrebbe arrivare. Applausi a scena aperta, lo stadio ‘Italia’ è in delirio per il suo bomber.
HARAKIRI MARTINA RINI Come se non bastasse la magia del brasiliano, a spianare la strada ai rossoneri ci pensa anche Martina

Massimo Lo Monaco, ha comandato bene la difesa rossonera che ha retto all'arrembaggio finale

Rini che, già ammonito, al 14’ si becca un giallo per un gol segnato con la mano su cross dalla destra di Mancini. Il signor Mariani di Aprilia vede tutto e manda sotto la doccia anzitempo l’esterno veneto. Con l’uomo in più, il Sorrento trova finalmente quegli spazi che per più di un’ora gli erano mancati. Per il Verona, è notte fonda. Mandorlini fa entrare inutilmente tutti gli attaccanti che ha in panchina, concludendo gli ultimi minuti con uno spregiudicatissimo 3-2-4. Troppo tardi, però. L’unica azione pericolosa degli scaligeri arriva al 32’ quando Ferrari, servito da Le Noci, fa perno su Di Nunzio, si gira ma conclude sull’esterno della rete.

PAULINHO FA 24 Nei cinque minuti di recupero il Verona prova l’assalto alla cieca, ma lascia inevitabilmente spazi al Sorrento che proprio a pochi secondi dalla fine colpisce letalmente. Il gol del 2-0 lo firma Paulinho (e chi se no?) che realizza la marcatura numero ventiquattro. L’azione nasce da un rilancio alla cieca di Vanin sul quale l’attaccante brasiliano cala dal cilindro l’ennesima magia, addomesticandosi il pallone con il tacco e involandosi verso la porta di Rafael, uccellato con un delizioso pallonetto alla Messi. Inutile fare altri commenti. Paulinho batte Verona 2-0.
CAMPIONATO NAZIONALE LEGA PRO PRIMA DIVISIONE – GIRONE A
TRENTESIMA GIORNATA
SORRENTO – VERONA 2-0
Marcatori: 11’ e 50’ s.t. Paulinho
SORRENTO (4-4-2): Mancineli; Vanin, Lo Monaco, Di Nunzio, De Giosa (dal 44’ s.t. Angeli); Erpen (dal 47’ s.t. Camorani), Togni, Nicodemo, Corsetti (dal 39’ s.t. Manco); Carlini, Paulinho. A disposizione: Casadei, Sabato, Esposito A. Pignalosa. Allenatore: Giovanni Simonelli.
VERONA (4-1-4-1): Rafael; Cangi (dal 42’ s.t. Pichlmann), Ceccarelli, Maietta, Anderson; Esposito G; Martina Rini, Mancini (dal 38’ s.t. Tiboni), Halfredsson, Scaglia (dal 20’ s.t. Le Noci); Ferrari. A disposizione: Nicolas, Vergini, Garzon, Russo. Allenatore: Andrea Mandorlini.
Arbitro: Maurizio Mariani di Aprilia (Raffaelli/Sani)
Ammoniti: Erpen (S), Carlini (S), Ceccarelli (V), Nicodemo (S), Halfredsson (V)
Espulso: al 14’ s.t. Martina Rini (V) per doppia ammonizione
Calci d’angolo: 4-3
Recuperi: 0’ primo tempo, 5’ secondo tempo
Note: Giornata serena e ventilata, terreno di gioco in erba sintetica. Presenti circa 1500 spettatori (810 paganti, 275 abbonati), incasso di euro 13.117,41. Prima della gara osservato un minuto di raccoglimento per la scomparsa della madre del presidente dell’Hellas Verona
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