Non sparate sull’Inter e su Leonardo

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Sparare a zero sull’Inter e su Leonardo, dopo derby e Champion’s, sarebbe fin troppo facile, un giochino comodo comodo tipicamente italico. Guardando il parziale della gara con la Schalke le voglie forcaiole di tifosi e detrattori si uniscono, sbagliando. Sarebbe da folli dire che l’Inter ha giocato bene, ma nel complesso di prestazione disastrosa non si può parlare. Il primo tempo è stato buono, con l’Inter impegnata nella costante ricerca del gol e capace di organizzare azioni come quella che porta alla rete di Milito, con l’unica, grave, colpa dei due goal presi in maniera rocambolesca. Anche l’inizio del secondo tempo è stato buono: se Milito la butta dentro e non calcia a lato probabilmente si parlerebbe di un’altra partita. Il resto è follia collettiva, con Chivu che ricorda quello di Manchester – Roma 7 a 1 e Ranocchia che viene risucchiato assieme al collega rumeno nel vortice degli errori.
Leonardo non è Mourinho, così come nessun altro allenatore italiano (forse con l’esclusione di Mazzarri) è capace di incidere sul morale, più che sui piani tattici della squadra, come il portoghese; gran parte delle colpe della sconfitta di ieri vengono imputate alla difesa, ma con gli infortuni di Lucio e Samuel scelte diverse dalla coppia Chivu – Ranocchia erano impensabili. Il resto era la squadra campione d’Italia, d’Europa e del Mondo. Chiedere la testa del brasiliano non ha molto senso a ben vedere, specie se a chiederla sono gli stessi che lo hanno osannato dopo le vittorie del post – Benitez.
La batosta è dura ma  per una squadra come l’Inter, proveniente da 4 anni di vittorie, va interpretata più come una serata storta, in un’annata compromessa da stanchezza dei campioni e infortuni, che come mediocrità o distacco del collettivo.

Cristiano Vella

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