Milan e Napoli che goduria

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– Se Milano chiama Napoli risponde- avrebbe esclamato il giornalista napoletano Luigi Necco al collega milanista Gianni Vasino dai microfoni di Novantesimo minuto se la giornata calcistica di ieri si fosse disputata vent’anni fa. Il derby meneghino e l’importante sfida con la Lazio infatti riportano ai duelli tra il Milan degli olandesi e il Napoli di Maradona, o almeno questo dice la classifica, perché probabilmente nessun calciofilo oserebbe azzardare un paragone tra le squadre del passato, rimaste nella storia, e quelle attuali, valide, ma nulla più.
Lasciando da parte le nostalgie, è un bel vedere il Milan che schianta l’Inter e che per la prima volta mostra un gioco veloce e incisivo e a questo punto sorge spontanea la domanda: è condizione necessaria che Ibra non giochi per vedere Seedorf, Boateng, Pato e Robinho dialogare e aprire le difese in quel modo?
Il Napoli, come sempre è da infarto, ma se si ferma il cuore dei tifosi di fronte a prestazioni del genere altro discorso è per quello della squadra, capace ancora una volta di rimontare e di vincere nei minuti finali, grazie a un Cavani che dopo ottant’anni strappa il record di Vojak sulle segnature in campionato.
La Lazio dell’applauditissimo (dagli avversari) Reja, gioca benissimo, mettendo in seria difficoltà gli avversari e recriminando per diversi episodi: un goal di Brocchi non viene convalidato nonostante abbia varcato nettamente la linea di porta, e Lotito e Tare si scagliano contro Cavani accusandolo di aver simulato in occasione del rigore. Vero è che la Lazio ha segnato venti secondi dopo il goal/non goal di Brocchi, e che il rigore appare cristallino, ma il presidente biancoceleste si lancia comunque in un j’accuse contro la classe arbitrale. Forse, a Lotito, andrebbe ricordato che contro la Samp il suo centravanti Kozak ha segnato in evidente fuorigioco, che contro il Palermo il goal di Sculli era viziato da un altro fuorigioco, che contro il Brescia alle rondinelle sono stati negati due rigori netti.
Risorge la Juve all’Olimpico, che nella sfortuna dell’attacco influenzale che mette fuori causa Buffon, trova la fortuna di uno Storari superlativo, e grazie a Krasic e Matri regola la squadra di Montella, tenendo vive le (pochissime) speranze Champion’s paventate da Del Neri.

Cristiano Vella

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