Sorrento, senti Mancinelli: ‘Ho in testa solo l’obiettivo della squadra’

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L’infortunio occorso a Gegè Rossi nei primi minuti di Sorrento – Monza dello scorso 13 febbraio lo ha catapultato bruscamente a difendere i pali della porta rossonera. Da quel match contro i brianzoli, in cui contribuì alla vittoria con interventi super, in silenzio, col massimo impegno e con la tranquillità di chi ha 320 gettoni alle spalle tra i professionisti, ha retto in maniera ineccepibile all’urto, rispondendo presente e ritagliandosi il ruolo di salvatore della patria nelle trasferte di Como e di Ferrara. Il prof Simonelli, insomma, deve anche ringraziare il suo portiere Roberto Mancinelli se, nelle ultime cinque uscite, di cui tre in trasferta, il Sorrento ha conquistato otto punti.

Eppure lui, il pipelet di Albano Laziale, la sua avventura in maglia rossonera non è che l’aveva cominciata così bene. Nella mente dei tifosi, infatti, rimbalza sempre la giornata storta nel match casalingo con la Reggiana, in cui Mancinelli non fu impeccabile nelle segnature degli emiliani. Da quel giorno, però, il suo campionato è ricominciato. Nonostante il rientro di Rossi gli avesse portato via la casacca da numero uno, agli ordini del preparatore dei portieri rossoneri, Alfredo Geraci, Mancinelli si è allenato con una verve incredibile, voglioso di quel riscatto che solo il campo il campo gli poteva offrire. Paziente, ha colto al volo l’occasione nonostante le difficoltà non siano mancate: ‘Ritornare titolare dopo più di cinque mesi non è stato semplice – conferma il ‘Mancio’. – Ma alla fine il duro lavoro quotidiano con mister Geraci ha dato i suoi frutti. Ad inizio d’anno fu tutto molto più complicato, perché venivo da un lungo periodo di inattività: a Catanzaro, infatti, capitava spesso che la porta non la vedevo neanche in allenamento. Ritrovata la continuità, tutto è diventato più facile’.

Allenarsi continuamente con la stessa intensità sapendo che ogni domenica il posto per te designato è la panchina alla lunga può rivelarsi anche deleterio, soprattutto per chi, come Mancinelli, ha già passato i 35. Il segreto del Mancio, però, è presto svelato: ‘Il mio stimolo è rappresentato dagli obiettivi che ci siamo prefissati con la squadra. Così come i miei compagni ho davanti a me un traguardo, e farò di tutto affinchè venga raggiunto’. Scaramantico come non mai, (guai a ricordagli che la sua porta è imbattuta da 227’, record di quest’anno) Mancinelli il traguardo non lo cita mai anche se è facile capire che si riferisce al salto di categoria che, con il Gubbio a +10, passa inevitabilmente dai play-off e da quel secondo posto che garantirebbe un minimo di vantaggio sulle altre contendenti: ‘Quante chanche abbiamo di mantenere la seconda piazza fino alla fine del campionato? Dipende tutto da noi, siamo una grande squadra’.

Veterano della categoria, il ‘Mancio’ i play-off li conosce bene, avendone già disputati cinque con le maglie di Catanzaro, Cavese e Teramo: ‘Sono un mini-campionato a parte. Tutto dipende dalle condizioni psico-fisiche con le quali ci si presenta in campo. Durante i play-off può capitare di tutto, anche che chi gioca male vinca’. L’ultimo pensiero va al Lumezzane che domenica sarà ospite all’Italia’. Un’altra tappa difficile che si frappone al traguardo prefissato: ‘Sarà una gara complicata – conclude Mancinelli. – Loro vorranno fare bene, ma anche noi siamo carichi e vogliamo assolutamente vincere. Mi affido alle capacità dei nostri attaccanti, che sono i più forti del girone’. I tifosi rossoneri idem, con l’aggiunta dei guantoni del ‘Mancio’…

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