L’imprevedibilità

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Foto Franco Romano

Se un minimo di fascino è rimasto al campionato italiano lo si deve all’impossibilità di tracciare verdetti a poche giornate dal termine: il Milan che perde a Palermo porta a una situazione di quattro squadre in sei punti, con l’Udinese ormai coinvolta a pieno titolo nella lotta per lo scudetto.
Certo,  oltre ai meriti di Napoli e Udinese, protagoniste di un cammino straordinario, bisogna dire che una situazione del genere è soprattutto demerito delle grandi.
E’ facile ipotizzare che con Pazzini già da agosto l’Inter avrebbe una classifica diversa, ,magari non simile a quella degli ultimi quattro anni ma quasi. Anche perché il Milan mostra tutti i limiti che di solito hanno le squadre in cui gioca Ibrahimovic: ne è diventata dipendente, con lo svedese che nel bene e nel male ne condiziona le sorti.
A infoltire la rosa delle pretendenti al titolo c’è anche la Lazio, quinta a soli otto punti dal Milan capolista.
A svantaggio dei biancocelesti c’è il clima irrespirabile creato dai tifosi,  autori di una assurda contestazione ai danni del mister, Edy Reja. Scorrendo le classifiche degli ultimi anni, nell’era di Lotito un campionato del genere l’aveva fatto solo Delio Rossi, con una squadra però molto più forte dell’attuale. Per gli ultras biancocelesti  pesano i derby persi: sfottere i romanisti una settimana è più importante della posizione in classifica e dell’andamento generale della squadra e a fare le spese di tale follia è uno degli ultimi galantuomini del calcio italiano, Edy Reja.
Se il fascino rimane per l’imprevedibilità del campionato contestazioni pretestuose e folli come quelle dei laziali lo fanno scemare, rendendo l’Italia sempre più periferia del pallone.

 Cristiano Vella

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